SOS Oceani: WWF: 800 milioni di persone a rischio per lo sfruttamento delle risorse del mare

In occasione del World Food Day – Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il WWF punta i riflettori sugli oceani, ambienti tra i più sfruttati del pianeta : il 33% degli stock ittici mondiali monitorati è sfruttato in eccesso e più del 60% è  sfruttato al massimo delle loro capacità. 3 miliardi di persone nel mondo consumano pesce, così ché il drammatico impatto della pesca insostenibile mette a rischio non solo gli stock ittici, ma anche il sostentamento delle popolazioni.

Una situazione peggiorata anche dagli effetti del cambiamento climatico globale sui mari del mondo che aggiunge problemi quali acidificazione, riscaldamento delle acque, aumento del livello del mare, effetti che si stanno manifestando soprattutto nell’emisfero sud del pianeta.

“Lo sfruttamento degli oceani mette a rischio la sopravvivenza di buona parte dell’umanità, non solo la sicurezza di circa un miliardo di persone che dipendono, direttamente o indirettamente dalle risorse ittiche come fonte di cibo e di reddito, comunità che vivono soprattutto in paesi in via di sviluppo. I mari e gli oceani ricoprono gran parte del nostro pianeta, alterarne gli equilibri ecosistemici potrebbe provocare danni irreversibili. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione la parola d’ordine è consapevolezza ed educazione ai consumi.” ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia.

Anche il Mar Mediterraneo è ormai in uno stato di grave crisi: decenni di cattiva gestione e sfruttamento hanno pesantemente impoverito le sue risorse marine, fino al punto che oggi più dell’80% degli stock monitorati risulta sovrasfruttato. Tutto ciò si traduce in un’enorme minaccia per quei pescatori artigianali che pescano seguendo le regole e per le comunità costiere locali in generale. La flotta di pesca artigianale rappresenta infatti l’84% del totale: si tratta di attività di origine familiare e attorno a questo settore vivono intere comunità e paesi. “La cultura della pesca è una parte fondamentale della tradizione dei paesi mediterranei. Chi va a fare la spesa devono comprendere l’importanza del prodotto che ha davanti. Non è più possibile che una persona al supermercato o in pescheria, guardi il banco e trovi “merluzzo: 3 euro al chilo” senza farsi domande. Quel merluzzo non è un pesce, è una storia, è un film, che la persona che lo va a comprare e a mangiare deve conoscere!” ha dichiarato Giuseppe, pescatore artigianale durante una delle interviste realizzate nell’ambito del progetto.

 
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