Vitamina D e fratture: i reali effetti positivi sull’apparato muscolo scheletrico

Fin dall’infanzia, il calcio e la vitamina D sono nutrienti fondamentali per la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi e delle fratture da fragilità. Vi sono molti studi che hanno mostrato che una scarsa introduzione o produzione interna di questi elementi, o un ridotto assorbimento intestinale sono legati ad un aumentato rischio di fratturarsi in età avanzata. Inoltre, il calcio e la vitamina D sono essenziali per l’efficacia delle terapie per l’osteoporosi.

Secondo una ricerca pubblicata su “The Lancet Diabetes & Endocrinology”, si può sostenere apertamente che la vitamina D nelle persone adulte non previene le fratture e le cadute.

Mark Bolland, l’autore dello studio, della University of Auckland ha spiegato che “Le linee guida in vigore andrebbero cambiate per riflettere questi risultati. Data la robustezza delle evidenze oggi a disposizione, crediamo inoltre che non sia piu’ giustificabile condurre ulteriori trial clinici sulla vitamina D alla ricerca di effetti positivi sull’apparato muscolo scheletrico”

I ricercatori hanno messo in evidenza una tale scoperta elaborando una quantità considerevole di dati inerenti a  81 sperimentazioni cliniche sull’integrazione di questa vitamina sia a dosi basse sia alte. E in nessuna delle due circostanza la sostanza ha protetto l’uomo da fratture (di ogni tipologia, fratture d’anca o vertebrali etc), cadute né tantomeno ha mineralizzato le ossa.

Calcio, vitamina D e fratture: La vitamina D è essenziale per il mantenimento di una corretta salute minerale ed ossea. Ci si frattura quando le ossa sono più fragili. L’osteoporosi è una condizione caratterizzata soprattutto da una compromissione della quantità del tessuto scheletrico che determina una minore resistenza dell’osso ed un aumentato rischio di fratturarsi. L’osteoporosi è una malattia silenziosa e spesso non è riconosciuta finché non ci si frattura.

È importante considerare la prima frattura che, anche se banale, può essere il campanello d’allarme di una fragilità ossea e di successive fratture osteoporotiche maggiori, come quelle vertebrali e femorali, spesso responsabili di un peggioramento della qualità di vita.

L’osteoporosi è una malattia sia dell’uomo sia della donna. Un uomo su cinque e una donna su due si frattura dopo i 50 anni di età. Le fratture di femore sono le fratture più comuni nella popolazione sopra i 75 anni e sono anche le più severe. Infatti circa il 50% dei soggetti fratturati avrà una disabilità funzionale motoria permanente dopo tali fratture ed il 30% sarà indirizzato verso case di riposo.

La vitamina D viene prodotta nella pelle per azione dei raggi solari. Un’esposizione di circa 10–15 minuti di sole al giorno al volto e alle braccia durante i mesi estivi è generalmente sufficiente per assicurare una sufficiente produzione di vitamina D.

Tuttavia, alle nostre latitudini, soprattutto nel periodo autunno-inverno-primavera, gran parte della popolazione, e soprattutto la popolazione anziana a maggiore rischio di fratturarsi, presenta valori insufficienti di vitamina D per una scarsa esposizione a raggi solari efficaci e per una ridotta capacità a formare vitamina D. Anche condizioni di eccesso ponderale sono associate a ridotti livelli di vitamina D perché essa rimane “intrappolata” nel tessuto adiposo e non è più disponibile per i processi fisiologici dell’organismo.

La vitamina D, una volta attivata nell’organismo, è indispensabile per aumentare del 30–80% l’assorbimento intestinale attivo del calcio il quale, in seguito, diviene disponibile per i molteplici processi fisiologici e per la mineralizzazione dello scheletro.

Valori costantemente bassi di vitamina D portano ad una compromissione della mineralizzazione dello scheletro e ad una condizione detta osteomalacia che contribuisce alla fragilità ossea ed al dolore osseo.

La vitamina D attiva è anche fondamentale per il mantenimento di una buona performance muscolare. Sicuramente valori molto bassi di vitamina D sono associati ad una compromissione muscolare importante che predispone a cadere più frequentemente e quindi, ad avere maggiori probabilità di fratturarsi.

 
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