Campi Flegrei, iniziato un nuovo ciclo di attività

Secondo gli scienziati il rischio di un eruzione è sempre più probabile. Il supervulcano dei Campi Flegrei è entrato in un nuovo ciclo di attività e si starebbe ricaricando. La scoperta parla italiano ed è basata sull’analisi dei campioni di rocce prodotte dal magma relativo a 23 eruzioni avvenute nell’arco di 60.000 anni. Tra queste, a suggerire l’ipotesi che il vulcano sia all’inizio di un nuovo ciclo di attività sono stati i resti dell’ultima eruzione, che nel 1538 ha fatto nascere un piccolo cono di tufi e scorie, il Monte Nuovo.

Non è possibile comunque stabilire se questo fenomeno potrebbe portare in un futuro lontano a una grande eruzione, o se il vulcano più pericoloso d’Europa sarà destinato solo a piccole eruzioni come quella avvenuta 500 anni fa, i cui danni non andarono oltre il raggio di un chilometro.

Le rocce esaminate comprendono quelle prodotte dal magma di due eruzioni catastrofiche, note come Ignimbrite Campana, avvenuta circa 39.000 anni fa, i cui flussi di magma frammentato e gas seppellirono due terzi della Campania, e la successiva eruzione del Tufo Giallo che risale a 15.000 anni fa. Le due eruzioni furono responsabili dello sprofondamento di parte del territorio flegreo e diedero origine ad una caldera complessa che oggi rappresenta la struttura più evidente dell’area.

Studiando i campioni, i ricercatori hanno notato “che nell’attività dei Campi Flegrei c’è una ciclicità” ha detto all’ANSA De Astis. Dopo lo stadio in cui si verifica un’eruzione massiccia di magma che porta alla formazione di una caldera, il vulcano entra in un periodo di piccole e più frequenti eruzioni causate da piccole tasche di magma, rimaste negli strati di crosta superficiali.

“Successivamente – ha spiegato il vulcanologo – l’alimentazione delle eruzioni si dirada e può avvenire solo attraverso tasche di magma o attraverso l’arrivo di nuove piccole quantità di magma. In ogni caso la tendenza è verso piccole eruzioni come quella del Monte Nuovo. Per dare luogo a una grande eruzione è necessario che il serbatoio di magma si ricarichi e cresca”. Secondo lo studio, i Campi Flegrei sarebbero nella fase di “lenta e progressiva ricarica del serbatoio perché il magma dell’eruzione del Monte Nuovo ha caratteristiche simili, ad esempio nella composizione e nel rapporto tra vetro e cristalli, a quelle delle fasi iniziali delle eruzioni che hanno preceduto le due catastrofiche del passato”.

 
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