Dl Genova, Ambientalisti: Aumenta il deficit ambientale del nostro paese

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Con l’approvazione del decreto su Genova senza le modifiche che erano state proposte aumenta il deficit ambientale del nostro Paese. Le aree naturalistiche di pregio e le nostre campagne, infatti, vengono ulteriormente messe a rischio dall’abusivismo e da sostanze inquinanti persistenti.

Il WWF chiede al governo di correggere subito le norme approvate questa mattina in Senato che, come segnalato in più occasioni, creano un danno all’ambiente (nel caso dei fanghi di depurazione ma anche degli abusi edilizi) e un danno alla casse dello Stato (per l’evasione e l’elusione di chi vive nell’illegalità con l’abusivismo). In particolare per la parte che riguarda il condono a Ischia l’associazione procederà a un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Il WWF chiede, inoltre, che proprio nei giorni in cui si discute il disegno di legge di Bilancio 2019 si individuino risorse rilevanti per avviare quel Piano di manutenzione del territorio e adattamento ai cambiamenti climatici (valutato in 40 miliardi di euro): un piano richiesto da anni e che rappresenta l’unica via per una seria e estesa opera di manutenzione preventiva che metta in sicurezza il nostro territorio e la vita dei cittadini.

“In Italia per la quarta volta nella storia del Paese – dichiara Stefano Ciafani, Presidente Nazionale di Legambiente –  ha vinto la politica dei condoni edilizi a dispetto della legalità, della lotta all’abusivismo e dell’onestà tanto decantata dai Cinque Stelle. Evidentemente la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio non sono un tema così prioritario per questo Governo e quanto accaduto in queste ore al Senato ne è una prova. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato oggi senza guardare in faccia nessuno il Decreto Genova, mantenendo all’interno del provvedimento le norme salva abusi previste per l’isola di Ischia e le zone terremotate del Centro Italia e bocciando l’emendamento contro il condono Ischia che aveva avuto il via libera due giorni fa in Commissione ambiente e lavori pubblici.

Una scelta scellerata, spiega Ciafani, che di certo non fa bene al Paese, territorio fragile a rischio sismico e idrogeologico, alla tutela del territorio, alla sicurezza dei cittadini e del patrimonio edilizio. Ora con questo Decreto nell’isola di Ischia le case abusive e terremotate nel 2017 saranno sanate e ricostruite con soldi pubblici anche in zone a rischio idrogeologico e sismico, grazie alla valutazione di istanze inevase dai comuni utilizzando la normativa molto permissiva del 1985; mentre nella zone terremotate del Centro Italia saranno condonati gli abusi fatti fino all’estate del 2016 riaprendo i termini temporali del condono del 2003. E soprattutto con queste due sanatorie il rischio evidente è che quanto accaduto a Ischia e nel Centro Italia, possa essere replicato in altre parti del Paese dando il via ad una nuova sanatoria diffusa e a nuovi abusi”.