Incendi in California, il bilancio si aggrava di 31 morti e 228 dispersi

In California si aggrava di ora in ora il bilancio degli incendi che stanno devastando la parte settentrionale e meridionale: i morti sono 31, 228 le persone disperse, hanno reso noto le autorità locali. Lo sceriffo della contea di Butte, Cory Honea ha annunciato ieri il ritrovamento di altre sei vittime, cinque in un’abitazione, una in una macchina nella città settentrionale di Paradise.

Proprio quello nella contea di Butte, a nord di Sacramento, è considerato attualmente il maggiore incendio segnalato nello stato e il più distruttivo della sua storia. Le fiamme sono state contenute al momento solo al 25% e il loro pieno contenimento non sarebbe prevedibile a breve. In tutto attualmente sono sei gli incendi, tre dei quali considerati di maggiore entità.

La devastazione e’ indescrivibile, con la cittadina di Paradise, 27 mila abitanti, spazzata via dalle fiamme, cancellata dalla mappa, con un tributo altissimo di morti, almeno 14. In alcune zone e’ impossibile per i soccorsi intervenire e l’incendio appare ancora fuori controllo. Dopo giorni solo il 25% del rogo denominato Camp Fire e’ stato contenuto, mentre oltre 7 mila case sono andate distrutte. Piu’ a sud, tra la contea di Los Angeles e quella di Ventura, a imperversare sono altri due fronti di fuoco, di dimensioni piu’ piccole: l’Hill Fire, contenuto per il 10% e il Woolsey Fire, quasi domato.

I forti venti, fino a oltre 110 chilometri orari, non aiutano a domare le fiamme e uno dei principali pericoli e’ il formarsi degli spettacolari quanto devastanti ‘fire tornado’, i tornado infuocati che travolgono ogni cosa al loro passaggio incenerendola. C’e’ poi l’emergenza legata all’aria sempre piu’ irrespirabile, anche nelle zone non colpite direttamente dagli incendi, con una coltre di nebbia arancione che si propaga per gran parte della California.

Intanto, incurante delle critiche, Donald Trump dall’Europa continua ad accusare via Twitter le autorita’ californiane di essere responsabili del disastro a causa di una cattiva gestione dei boschi: “Possiamo fermare la devastazione che colpisce troppo spesso la California. Usate il cervello!”, scrive il tycoon che in precedenza aveva minacciato un taglio dei fondi federali. Pronta la replica delle autorita’ locali: “Il presidente si informi, a bruciare sono soprattutto i boschi di proprieta’ dello stato federale, non quelli statali”. Ira anche degli ambientalisti che puntano invece il dito sulla siccita’ provocata dai cambiamenti climatici, quelli in cui il tycoon non crede.

 
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