Italia sempre più green, bene in economia circolare, male in consumo di suolo

L’Italia nel 2017 ottiene buoni “voti” in economia circolare (è prima fra i grandi Paesi europei), agricoltura biologica ed anche eco-innovazione, male in consumo del suolo, tutela della biodiversità, decarbonizzazione. E’ la fotografia dell’Italia, tra eccellenze e cadute, nei settori strategici della green economy, contenuta nella Relazione 2018, documento introduttivo degli Stati generali della Green economy (6-7 novembre) presentato nella giornata inaugurale della due giorni verde a Ecomondo (Fiera di Rimini, 6-9 novembre).

Secondo stime preliminari, nel 2017 le emissioni di gas serra in Italia potrebbero essere nuovamente cresciute, anche se di poco: negli ultimi quattro anni, con una modesta ripresa economica, il processo di decarbonizzazione nazionale, come anche nel resto d’Europa, sembra essersi fermato.

Nel 2017 le fonti rinnovabili soddisfano il 17,7% del fabbisogno di energia. Dopo un periodo di crescita sostenuta tra il 2005 e il 2013, nell’ultimo quinquennio il progresso nelle rinnovabili è stato più moderato. Per tasso di circolarità, l’Italia, con il 18,5%, è prima fra i cinque principali Paesi europei. Ha una buona produttività delle risorse (misurata in euro di Pil per kg di risorse consumate), per la quale è al secondo posto fra i cinque principali Paesi europei.

Nel 2016, secondo il rapporto degli Stati Generali della Green Economy, sono stati riciclati in Italia 13,55 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 45%. Il nostro paese è al secondo posto in Europa dietro alla Germania.

Per quanto riguarda l’eco-innovazione, secondo l’indicatore Eco-IS (Eco-Innovation Scoreboard) l’Italia con un punteggio di 113 si posiziona al di sopra della media Ue28 di 100, al pari con l’Austria, ma dopo Svezia, Finlandia, Germania e Danimarca.

L’agricoltura biologica nel 2017 ha raggiunto 1,8 milioni di ettari, più 20% rispetto al 2016. Dopo la Spagna, l’Italia è il Paese europeo con la più ampia superficie.

Il consumo di suolo nel 2017 (si legge nel rapporto presentato a Ecomondo-Key Energy di Rimini) ha continuato ad aumentare al ritmo di 15 ettari al giorno: l’Italia resta fra i Paesi europei con la più alta percentuale di consumo di suolo in relazione alla superficie. La spesa per la protezione della biodiversità e del paesaggio in Italia è molto bassa e diminuita da 689 nel 2010 a 524,7 milioni nel 2017.

In tema di mobilità sostenibile, l’Italia e il Paese europeo dove circola la quota maggiore di mezzi con alimentazione diversa rispetto ai carburanti tradizionali (benzina e diesel) sul totale dei veicoli, il 12,7%, maggiore di quasi nove punti percentuali rispetto alla Germania. Il dato italiano e sostenuto dalla diffusione della flotta a gas (Gpl/metano), che con 3,16 milioni di veicoli (tra auto, veicoli commerciali leggeri e pesanti) rappresenta il 53% della flotta a gas europea. Ma non va altrettanto bene per i nuovi veicoli ecologici: nella top ten delle vendite del 2017 né nella categoria dei veicoli ibridi né di quelli ibridi plug-in né in quelli elettrici, figura un’auto prodotta in Italia.

 
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