Maltempo: Ambientalisti: Subito una conferenza nazionale sul clima

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I danni causati del forte maltempo dei giorni scorsi nella zona di Alleghe e Caprile (Belluno), 01 novembre 2018. ANSA/DIEGO RIVA

Il clima sta cambiando e la Penisola continua ad essere impreparata, non c’è altro tempo da perdere: è necessario varare il Piano di Adattamento al Cambiamento Climatico e, in quel quadro, predisporre al più presto un Piano nazionale per mettere in sicurezza il territorio.

Il WWF chiede che il governo convochi con urgenza una conferenza nazionale sul cambiamento climatico, coinvolgendo tutte le regioni e tutte le istituzioni interessate alla riduzione delle emissioni climalteranti e all’adattamento, vale a dire alla prevenzione, alla cura e alla messa in sicurezza del territorio.

Il moltiplicarsi degli eventi metereologici estremi rappresenta una tendenza che i climatologi avevano previsto come effetto del riscaldamento globale. Gli effetti sono oggi sotto gli occhi di tutti e hanno provocato morte e devastazione su tutta la penisola, dalla Sicilia al Veneto dove, anche in questo fine settimana si sono registrate numerose vittime: un dolore immenso che impone una reazione immediata e azioni concrete.

Proprio in questa fine d’anno, il governo dovrà predisporre la prima bozza del Piano Nazionale Energia Clima, nel quale occorre dare avvio a un vero e proprio cambiamento sistemico in tutti i settori per la decarbonizzazione (zero ‘carbonio’) dell’economia. Occorre anche stimolare obiettivi di riduzione delle emissioni più ambiziosi e stringenti a livello europeo e sollecitare un’accelerazione globale dell’azione sul clima già alla prossima Conferenza delle Parti in Polonia, a dicembre: oggi è più che mai è evidente che va fatto di tutto per scongiurare gli effetti più disastrosi del cambiamento climatico, come è evidente che non siamo preparati ad affrontarli.

Non si può continuare, così come la maggior parte dei governi ha fatto fino ad oggi, con un atteggiamento attendista e fatalista ma è necessario agire subito per tagliare le emissioni e fare di tutto per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Dare seguito all’accordo di Parigi oggi è più necessario che mai.

Gli ambientalisti condannano “l’ennesimo condono edilizio contenuto nel decreto Genova ora in discussione in Parlamento”, e il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e quello di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna attaccano “le lacrime di coccodrillo di chi non ha controllato e ha favorito l’abusivismo, o peggio di chi addossa la responsabilità agli ambientalisti ‘da salotto'”.
Gli ecologisti ricordano ancora che 7,5 milioni di cittadini vivono o lavorano in aree a rischio frane o alluvioni e che l’Italia è tra i primi Paesi al mondo per risarcimenti e riparazioni di danni per colpa del dissesto con circa 3,5 miliardi all’anno.

“Le città non possono essere lasciate da sole a fronteggiare impatti di questa dimensione dovuti in primis ai cambiamenti climatici, che amplificano gli effetti di frane e alluvioni e che stanno causando danni al territorio mettendo in pericolo la vita e la salute dei cittadini” dice Legambiente che ha “proposto già dalla prossima finanziaria di prevedere un fondo di almeno 200 milioni di euro all’anno, per finanziamenti da destinare ai Piani Clima da parte dei Comuni, e a progetti di adattamento ai cambiamenti climatici, oltre le risorse necessarie per interventi di manutenzione, riqualificazione e riduzione del rischio, a partire dagli spazi pubblici e di allerta dei cittadini. Ma non ve ne è traccia”, afferma Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

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