Strage di Erba, la Cassazione: “Via libera all’esame delle nuove prove”

L’analisi delle prove mai analizzate della strage di Erba si può fare, la difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi chiederà nuovi accertamenti tecnici. Secondo i legali, rimane più che uno spiraglio per arrivare a una revisione della sentenza con cui la coppia è stata condannata all’ergastolo.

La Corte di Cassazione infatti ha respinto la richiesta di eseguire un incidente probatorio sui reperti, mai analizzati, rinvenuti sul luogo della strage di Erba. Ma, secondo i difensori, sussiste, nelle motivazioni del rifiuto, la possibilità di ricorrere all’incidente probatorio nell’ambito delle indagini difensive, dandone avviso al Pm, affinché quest’ultimo possa nominare un suo consulente. Una possibilità che i legali intendono percorrere: “Cosa che faremo – spiega uno di legali dei coniugi Romano, Fabio Schembri – anche se, prima della decisione della Cassazione, alcuni reperti sono stati distrutti dalla cancelleria della Corte d’assise di Como: ne rimangono altri presso il Ris e l’Università di Pavia”. Si tratta di un accendino, un mazzo di chiavi, formazioni pilifere ed altri reperti.

“La possibilità di svolgere investigazioni per ricercare e individuare elementi di prova, anche al fine di promuovere il giudizio di revisione”, spiegano i giudici nelle motivazioni del provvedimento, “implica all’evidenza che le attività possano avere carattere esplorativo e non debbano essere circoscritte ai soli casi nei quali gli elementi, la cui stessa esistenza non è nota nel momento in cui si agisce, abbiano con sicurezza o ragionevole certezza l’idoneità a fondare un giudizio di revisione”. Nella strage di Erba furono uccise quattro persone, tra cui un bambino di due anni, mentre una quinta, Mario Frigerio, riuscì a sopravvivere e divenne il testimone principale contro Olindo Romano e Rosa Bazzi.

 
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