Trauma cranico: La tecnologia digitale è la prima protesi della mente

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Il trauma cranico è la prima causa di morte e disabilità permanente negli individui sotto i 45 anni di età e la causa più frequente di decesso tra tutti i gli eventi traumatici (dati Istat), in particolare a causa di incidenti stradali per eccesso di velocità e disattenzione e incidenti sul lavoro. Oltre quella traumatica responsabile di circa 1/3 dei casi le altre cause più frequenti di GCA sono emorragia cerebrale e anossia.

Per dare la dimensione del problema, secondo le statistiche americane, ogni 15 secondi una persona subisce un trauma cranico e ogni 5 minuti una di queste muore o rimane gravemente disabile. Nella sola Lombardia si calcolano dagli 800 ai 1000 casi di gravi cerebrolesioni acquisite all’anno e in tutta Italia si parla di 15 – 20 casi per 100.000 abitanti l’anno (stima in difetto). E’ quanto emerge dalla Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico.

La tecnologia digitale è la prima protesi della mente. Oggi è possibile connettere direttamente il nostro cervello ad una macchina esterna perché questa attivi compiti, per esempio di tipo motorio, altrimenti impossibili a causa di una lesione cerebrale. Pur con molte difficoltà ed approcci complicati è questa una delle frontiere verso cui sta muovendo la neuro ingegneria.

Alla base di queste ricerche, per ora ancora sperimentali, vi è l‘idea che la funzione dei circuiti cerebrali e/o dei centri cerebrali lesionati e disfunzionanti potrebbero essere sostituiti da altre parti del cervello integre: particolari dispositivi posizionati in situ possono raccogliere i segnali generati dalla corteccia cerebrale, elaborarli, per poi inviarli perifericamente alle strutture che generano l’atto motorio anche attraverso utilizzo di protesi che agiscono perifericamente, a questo punto la periferia è di fatto nuovamente connessa. Al momento l’obiettivo è stato raggiunto solo in parte con risultati incoraggianti ma non del tutto risolutivi.

Disponiamo comunque, spiega la Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico, di protesi neuro robotizzate che agiscono a livello periferico in grado di supportare e di aiutare i movimenti andati perduti o deficitari; in questo caso si tratta di dispositivi anche indossabili che, agendo non a livello centrale ma periferico, permettono di migliorare i movimenti.

Questi dispositivi sono ancora da perfezionare e non sostituiscono ma integrano la riabilitazione. La disabilità resta ma è comunque attenuata anche se siamo ancora lontani da quanto legittimamente si aspettano le persone e i loro familiari. Bisogna tenere conto che riprendere a camminare rimane una delle cose che le persone con lesioni cerebrali desiderano di più.