Di Maio: sui compensi Rai esiste un “caso Fazio”

“Certo che c’è un caso Fazio in Rai e spero che l’azienda avvii presto un’azione sul tema delle retribuzioni e delle società di produzione esterne. Questo tema fa parte delle sensibilità che abbiamo trasmesso ai nuovi amministratori Rai. Speriamo che prima possibile si possa ricostituire un clima di buon senso sulle retribuzioni”. A dirlo, rispondendo alle domande dei commissari nel corso di un’audizione in Vigilanza Rai, è il ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio.

“Penso che sia arrivato il momento – ha aggiunto il ministro – per cambiare questo Paese e la Rai, che ne è una articolazione fondamentale. Come ministero non ci tiriamo indietro di fronte alla sfida di modernizzare il servizio pubblico di qualità”, ha continuato il leader pentastellato sottolineando che “il servizio pubblico deve saper guardare a modelli stranieri più virtuosi“.

Di Maio ha parlato anche del primo anno di applicazione del nuovo contratto di servizio, della sua “estensione di cinque anni” e del lavoro delle commissioni paritetiche Rai-Ministero per la sua applicazione. Sui lavori delle commissioni, il vicepremier ha sottolineato che porteranno a delle linee guida che possano diventare di riferimento per tutto il mercato audivisivo e non solo per la Rai. Per questo – ha spiegato ancora – sono state tenute audizione di tutti gli stakeholders coinvolti, dagli autori agli altri broadcaster. Tra gli obiettivi citati da Di Maio anche quello di evitare che “quote e sottoquote” ingabbino troppo le possibilità delle aziende italiane rispetto ai competitor internazionali.

Mi sento di rassicurare i giornalisti Rai in quanto le mie affermazioni non sono mai state generalizzate ma circoscritte a episodi specifici“, ha poi detto Di Maio replicando alle domande dei commissari della Vigilanza Rai sulle accuse rivolte dallo stesso ministro all’informazione Rai dopo l’assoluzione di Virginia Raggi dalle accuse di falso in relazione alla nomina di Renato Marra alla direzione Turismo del Campidoglio. Di Maio aveva parlato in quell’occasione dei giornalisti come di “infimi sciacalli”.

“Le risposte sulle iniziative editoriali della Rai non riguardano il ministro ma gli amministratori della Rai, che sicuramente hanno un mandato da Parlamento e governo ma agiscono in autonomia. Gli amministratori della Rai, che sicuramente sono stati scelti perché hanno un certo tipo di visione dell’azienda, devono essere liberi di prendere le loro decisioni editoriali e sul personale”, ha precisato ancora.

Il ministro ha poi parlato del neo presidente di Marcello Foa: “Ritengo compatibilissima l’elezione di Marcello Foa alla presidenza della Rai e credo che sia un giornalista che possa dare lustro alla Rai e fare bene in Rai. Lo incoraggiamo ad andare avanti”.

 
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