Etna, terremoto di magnitudo 4.8, feriti lievi e case crollate

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Tanta paura, case crollate, chiese danneggiate ma per fortuna nessuna vittima, solo feriti lievi, per una scossa la scorsa notte di magnitudo 4.8 sull’Etna, la più intensa da quando il vulcano ha ripreso la sua attività eruttiva tre giorni fa. Il sisma si è verificato alle 3:19 ad una profondità di solo un chilometro.

I crolli hanno interessato circa 15 abitazioni private ed anche alcune chiese: in quella della Maria Santissima del Carmelo di Pennisi, frazione di Acireale, sono venuti giù il campanile e la statua di Sant’Emidio, protettore dei terremoti, e danni si sono registrati nella Chiesa madre di Aci Sant’Antonio. I paesi più colpiti sono Zafferana Etnea, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci Catena, Aci Bonaccorsi e Santa Venerina.

In molti paesi la gente è scesa per strada e soprattutto le famiglie con bambini hanno deciso di trascorrere la notte in auto per sicurezza. Nella notte la terra sull’Etna ha tremato diverse. Tutti eventi riconducibili all’eruzione in corso da due giorni sull’Etna, che ha fatto registrare un’ulteriore impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande ‘energia’ e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell’edificio vulcanico. “La forte sismicità non ci lascia tranquilli” – afferma il direttore dell’Ingv di Catania, Eugenio Privitera – Vediamo come evolverà. Il terremoto è un evento singolo. La situazione ricorda quella dell’ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea: è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove è pericolosa”.

Quella di questa notte è stata la scossa più violenta da quando è iniziata l’eruzione dell’Etna, la vigilia di Natale. La terra ha continuato a tremare per molte ore: dalla mezzanotte sono state registrate ben 11 scosse di magnitudo nella zona dell’Etna, compresa quella di magnitudo 3.3 poco dopo l’una vicino ad Aci Sant’Antonio.

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