Giornata Mondiale del Suolo: quest’anno è dedicata all’inquinamento

L’inquinamento del suolo e del sottosuolo è uno dei danni più devastanti e invisibili tra quelli che l’uomo ha causato alla Terra. Per questo la Fao, in particolare la Global Soil Partnership, ogni anno il 5 dicembre celebra la Giornata mondiale del suolo: un evento pensato per promuovere la salvaguardia del suolo terrestre, patrocinato dall’Union of Soil Sciences che ha seguito la prima edizione del 2002.

Inoltre, un supporto importante è sempre arrivato dal regno di Thailandia, in particolare dall’ex monarca Bhumibol Adulyadej, nato proprio il 5 dicembre del 1927. Per questa ragione, dal 2016, questo giorno è stato definitivamente dedicato alla memoria del re, che è deceduto nell’ottobre dello stesso anno. L’ufficialità del World Soil day era già arrivata in una conferenza Fao nel giugno del 2013, e sei mesi dopo le Nazioni Unite hanno decretato il 5 dicembre come data ufficiale.

Secondo i dati pubblicati dalla Fao, uno dei principali nemici del suolo terrestre è l’industria chimica: “La produzione di sostanze chimiche è cresciuta rapidamente e aumenterà annualmente del 3,4% fino al 2030”. In particolare, “l’industria chimica europea ha prodotto 319 milioni di tonnellate di prodotti chimici. Di questi, 117 milioni di tonnellate sono stati ritenuti pericolosi per l’ambiente”.

Per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani, anche questi dannosi per il suolo, la loro produzione, “che nel 2012 era di circa 1,3 miliardi di tonnellate annue, entro il 2025 dovrebbe aumentare di 2,2 miliardi di tonnellate l’anno”. A inquinare i suoli del nostro pianeta c’è anche il settore agricolo. Secondo la Fao “la produzione mondiale di letame per fertilizzare è cresciuta del 66% tra il 1961 e il 2016, passando da 73 a 124 milioni di tonnellate di materia organica che può contenere elevate quantità di organismi patogeni e antibiotici”.

Tra i dati particolarmente significativi c’è anche quello sulle mine inesplose sparpagliate nel suolo di 64 diversi Paesi: sono circa 110 milioni e, oltre a inquinare, possono tuttora avere conseguenze mortali per gli abitanti. Infine le scorie nucleari: in base al report, quasi tutti i terreni dell’emisfero settentrionale contengono radionuclidi in concentrazioni più elevate rispetto ai livelli tollerabili a seguito di ricadute atmosferiche da test nucleari o eventi radiologici come l’incidente del 26 aprile 1986 a Chernobyl.

 

 
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