Il Giappone lascia l’Iwc per riprendere la caccia alle balene

Il governo giapponese conferma l’uscita dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene (Iwc) da giugno del prossimo anno, con l’obiettivo di riprendere da luglio 2019 la caccia ai cetacei ai fini commerciali, per la prima volta in quasi 30 anni.

La decisione – anticipata qualche giorno fa e destinata a sollevare aspre critiche dalla comunità internazionale – è stata comunicata dal capo di Gabinetto Yoshihide Suga nel corso di una conferenza, spiegando che la caccia verrà esercitata intorno alle acque dell’arcipelago e nella zona economica esclusiva, e che difficilmente le navi nipponiche raggiungeranno l’Antartide.

La ripresa della caccia commerciale alla balena è una decisione insolita per il Giappone, che tiene molto al multilateralismo nella sua diplomazia, spiega la Reuters. Critiche arrivano da parte di gruppi ambientalisti e di quanti credono che le balene debbano essere protette.”La dichiarazione oggi non è al passo con la comunità internazionale, per non parlare della salvaguardia del futuro dei nostri oceani e di queste maestose creature”, ha detto Greenpeace. Il ministro degli Esteri della Nuova Zelanda ha accolto con favore la decisione del Giappone di fermare la caccia alle balene in Antartide, ma – come il suo omologo australiano – è deluso dalla decisione di riprendere qualsiasi caccia commerciale. Accolto con favore anche l’impegno di Tokyo a limitarsi a specie relativamente abbondanti, come la balenottera minore.

L’Australia, capofila dei protezionisti, ha condannato la decisione del Sol Levante come “estremamente negativa”, mentre la Nuova Zelanda definisce la caccia alla balena “attività obsoleta e non necessaria”. Greenpeace ha parlato di “controtendenza con il resto della comunità internazionale e con la necessità di proteggere il futuro degli oceani e di queste creature maestose”.

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