La COP24 mette alla prova la coerenza dei governi europei sul carbone

“L’elefante nella cristalleria dei negoziati sul clima è, purtroppo, ancora il carbone. Negli USA, l’effetto Trump è stato quello di accelerare, nonostante le intenzioni, la chiusura delle centrali a carbone – nel 2018 se ne chiuderanno per 14.3 GW, il doppio dei 7 GW del 2017 – a dimostrazione che è una tendenza ormai inarrestabile.

In Europa il carbone è in declino, ma è proprio la Polonia, che ha la presidenza della COP, che cerca di convincere la Unione Europea a ‘sussidiare’ il combustibile più nocivo per il clima, la salute e l’ambiente. Domani il trilogo UE deciderà se assegnare persino alle centrali più inquinanti, quelle a carbone, i meccanismi di capacità, vale a dire una remunerazione dovuta al solo fatto di poter produrre energia, come chiede la Polonia. Ci auguriamo che l’Italia faccia sentire la propria voce e blocchi tale sussidio sporchissimo, questo sì degno di una mobilitazione contraria dei consumatori”, dichiara la responsabile Clima Energia del Wwf Italia, Mariagrazia Midulla.

Al presidente polacco Andrzej Duda che nel corso di una conferenza stampa presso la COP, aveva affermato che la Polonia non può rinunciare al carbone risponde Marta Anczewska, responsabile delle politiche climatiche ed energetiche del WWF-Polonia: “La scienza ci dice che dobbiamo raggiungere zero emissioni nette prima del 2050 se vogliamo raggiungere gli obiettivi di Parigi ed evitare le conseguenze peggiori del cambiamento climatico. La posizione del presidente Duda è in netto contrasto con l’ambizione richiesta in questo round di negoziati sul clima. Il carbone non ha posto nei futuri sistemi energetici per limitare il riscaldamento a 1,5° C. La Polonia può e deve invece accelerare una transizione giusta verso un’economia a zero emissioni”.

Banca mondiale, 200 miliardi per quinquennio 2021-25. La Banca Mondiale ha annunciato investimenti per 200 miliardi di dollari nel quinquennio 2021-2025 destinati a sostenere l’adattamento al cambiamento climatico e la riduzione delle emissioni. La cifra raddoppia l’investimento quinquennale stabilito dopo la firma dell’accordo di Parigi sul clima, nel 2015. L’annuncio, che arriva in concomitanza con l’apertura della Cop24 a Katowice (Polonia), si rivolge in prima battuta ai Paesi più poveri e più esposti alle conseguenze del riscaldamento globale. “Il cambiamento climatico è una minaccia esistenziale per i più poveri e vulnerabili del mondo. Questi nuovi target dimostrano quanto seriamente stiamo prendendo il problema, investendo e mobilitando 200 miliardi in cinque anni per combattere il climate change”, ha detto il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim. “Ci stiamo spingendo a fare di più e ad andare più velocemente sul clima, e chiediamo alla comunità globale di fare lo stesso”, ha aggiunto. “Si tratta di incaricare i Paesi e le comunità per costruire un futuro più sicuro e più resiliente al cambiamento climatico”.

 
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