WWF: La caccia alla balena in Giappone è un massacro

22
epa04262148 (FILE) A handout image by Sea Shepherd Australia made available on 07 January 2013 shows three dead protected Minke Whales on the deck of the Japanese Ship, Nisshin Maru in the Southern Ocean, Antarctica, 05 January 2013. The Japanese Fisheries Agency said on 17 June 2014 that a whale fishing fleet had slaughtered 30 minke whales off the northeastern coast of Japan, in the first whale hunt since the International Court of Justice (ICTJ) in Den Hague, the Netherlands, ordered the Japanese government to stop whaling in the Antarctic, in March 2014. EPA/TIM WATTERS / SEA SHEPHERD AUSTR HANDOUT EDITORIAL USE ONLY

E’ scandaloso che nel 2018 il Giappone – che minaccia di uscire dalla IWC – manifesti la volontà di continuare la caccia alla balena, massacro anacronistico e senza alcuna giustificazione – se non una subcultura dura a morire -, che rischia di portare verso l’estinzione due specie come la balenottera comune (a rischio) e quella minore (in declino). Si tratta delle specie piu’ cacciate al mondo. Lo scrive in una nota il WWF.

Oggi è una caccia che non ha più senso, non è giustificata da esigenze alimentari e la “ricerca scientifica” che per 30 anni il Giappone ha portato avanti come giustificazione è palesemente una ridicola scappatoia.

L’anno scorso ben 330 balenottere minori sono state massacrate in Antartide, eppure i sondaggi ci dicono che appena l’11 % dei giapponesi consuma ancora carne di balena e si dice favorevole a questa attività. Uno schiacciante 90 % non vuole più saperne.

“E’ assurdo che si voglia tenere in piedi un’attività fuori dal tempo, lontana dalla scienza e lontanissima dalla sensibilità comune”, conclude il WWF. Gli oceani nascondono rischi ovunque per balene e cetacei in genere: non solo la caccia a ‘scopi scientifici’ del Giappone, ma anche il bycatch, la cattura accidentale che uccide almeno 300.000 balene e delfini ogni anno, la collisione con le navi e l’inquinamento con l’ingestione di micro e macro plastiche attraverso una catena alimentare ormai contaminata.