A Roma inaugurato il centro per il clima e lo sviluppo dell’Africa

Inaugurato stamani a Roma il Centro per il clima e lo sviluppo sostenibile dell’Africa (Acsd): un organismo formato da Ministero dell’Ambiente, Fao (l’agenzia dell’Onu per l’agricoltura) e Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), per favorire la lotta al cambiamento climatico nei paesi africani. Il Centro nasce da un’idea lanciata nel 2017 dal governo italiano al G7 dei ministri dell’Ambiente a Bologna.

La sede è a Roma, a fianco delle Terme di Caracalla, vicino al Ministero e alla Fao. Scopo dell’Acsd è facilitare lo scambio di informazioni tra i Paesi del G7 e fra questi e i paesi africani sulle iniziative nel continente, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“Conosciamo la fragilità dell’Africa e la sua biodiversità – ha detto il ministro Costa -. Non si può non partire dall’Africa nella lotta al cambiamento climatico e nella giusta transizione a una nuova economia. Noi mettiamo a disposizione la nostra expertise nella cooperazione, maturata in anni. Fra le prime iniziative dobbiamo guardare alla fascia più fragile, quella del Sahel. Abbiamo scelto per l’inaugurazione del Centro il 28 gennaio perché è la data in cui fu scritta We Are the World. E oggi siamo tutti We Are the World”.

Per Achim Steiner dell’Undp (che ha sede a New York) “quello che succede in Africa è l’anticipo di quello che succederà nel mondo nei prossimi anni. L’Africa è all’avanguardia nel cambiamento climatico e nello sviluppo”. Per il direttore della Fao “non sarà possibile modernizzare l’agricoltura africana se stimoliamo le giovani generazioni a migrare. Per fermare le migrazioni dobbiamo perseguire lo sviluppo, senza dimenticare la lotta al cambiamento climatico. Dove c’è sviluppo, ci sono venti volte probabilità in meno di migrare”. Il premier Conte ha concluso l’inaugurazione commentando: “rafforziamo un percorso di collaborazione e partenariato con il continente africano, che rappresenta un pilastro della nostra politica estera e che questo Governo considera prioritario. Dobbiamo investire sullo sviluppo socio economico dell’Africa, che è anche la via per combattere le cause profonde delle migrazioni irregolari”.

All’inaugurazione hanno partecipato il premier, Giuseppe Conte, il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il direttore della Fao, Graziano da Silva, l’amministratore dell’Undp, Achim Steiner, il prefetto per lo sviluppo umano della Santa Sede, cardinal Peter Turkson, rappresentanti di numerosi paesi africani.

Costa, investiamo sul Sahel. “Uno dei progetti che ho in animo è la salvaguardia della fascia più aggredita dalla desertificazione e dal cambiamento climatico, la fascia del Sahel, che attraversa oltre 10 paesi africani. Stiamo preparando una progettazione significativa in questa fascia, che è anche quella che fa emergere il problema della migrazione in una percentuale particolarmente alta, perché è in una fase di desertificazione molto intensa”. Lo ha detto stamani a Roma il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a margine dell’inaugurazione del Centro per il clima e lo sviluppo sostenibile dell’Africa. “Noi chiediamo ai soggetti che investiranno là – ha aggiunto Costa – e che qui si incontreranno con le richieste dei paesi del Sahel: ponete le basi per una agricoltura che serva a tornare a quel meccanismo di tutela territoriale e ambientale. Non imponiamo un meccanismo di sviluppo ambientale, ma lo condividiamo. Questo ci hanno chiesto, e per questo ci stiamo attrezzando”.



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