Il Consiglio d’Europa attacca l’Italia sui migranti

Il Consiglio Europa, lancia un monito all’Italia su migranti. L’Italia ha fatto passi avanti nella lotta ai trafficanti di esseri umani, ma dovrebbe fare di più, tra l’altro, per impedire che i minori non accompagnati oppure separati dai genitori spariscano e per identificare le vittime dei trafficanti di esseri umani, “in particolare a scopi di lavoro”. Servono anche centri dedicati ai richiedenti asilo vittime dei trafficanti.

E’ la conclusione cui giunge un rapporto del Greta (Group of Experts on Action against Trafficking in Human Beings) del Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale con sede a Strasburgo, fondata nel 1949, della quale fanno parte 47 Stati, tra i quali l’Italia.

Tra le molte raccomandazioni che il Greta fa alle autorità italiane, il nostro Paese “dovrebbe adottare misure legislative per rendere penalmente perseguibile l’utilizzo dei servizi di una persona che il datore di lavoro sappia essere vittima di traffico di esseri umani“, oltre a dichiarare “esplicitamente” nella legge “l’irrilevanza del consenso della vittima dei trafficanti allo sfruttamento” e a “intensificare gli sforzi per indagare e perseguire i casi di traffico di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo, come per altre forme di traffico diverse dallo sfruttamento sessuale, come la mendicità e la criminalità forzate”.

L’Italia dovrebbe anche “condurre sistematicamente indagini finanziarie per individuare, sequestrare e confiscare i beni dei colpevoli”. Per il Greta inoltre, il nostro Paese “dovrebbe continuare a stringere alleanze strategiche con le Ong e i sindacati, coinvolgendoli nella pianificazione, nel monitoraggio e nella valutazione delle azioni contro i trafficanti, nel processo dell’identificazione delle vittime, nel fornire assistenza alle vittime dei trafficanti e nel reintegro e nella riabilitazione a lungo termine delle vittime dei trafficanti, ivi incluso il finanziamento a lungo termine delle attività anti-trafficanti delle Ong”.

 
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