Ipertensione: ricercatori italiani scoprono nuova molecola in grado di contrastarla

Da un estratto dell’ alga spirulina arrivano nuove possibilità contro l’ipertensione. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Irccs ‘Neuromed’ di Pozzilli.

I ricercatori hanno estratto dal cianobatterio ‘spirulina’ una molecola capace di dilatare i vasi sanguigni contrastando la pressione arteriosa elevata. Nell’estratto di spirulina i ricercatori, lavorando in collaborazione con le Università di Salerno, Sapienza di Roma e Federico II di Napoli, hanno scoperto un peptide, una molecola composta da aminoacidi, come le proteine, ma molto piccola, che si è rivelato capace di provocare un rilassamento delle arterie e di portare a un’azione antipertensiva.

Gli esperimenti sono stati condotti sia in laboratorio su arterie isolate che su modelli animali di ipertensione. “Saranno necessarie ulteriori ricerche – afferma Carmine Vecchione, docente dell’Università di Salerno presso Neuromed – ma SP6 potrebbe rappresentare un adiuvante naturale alle comuni terapie farmacologiche per combattere l’ipertensione”.

Alga spirulina curiosità.

La spirulina è un cianobatterio, e non un’alga monocellulare come alcune fonti riportano, cresce nelle acqua salmastre e predilige le acque alcaline tipiche delle zone tropicali e sub tropicali, tanto che secondo alcune fonti veniva già impiegata dagli aztechi che la raccoglievano dal lago Texcoco.

Questa ‘alga’ è tipica anche di alcuni laghi africani, in particolare nel Chad, dove diventa la base per un preparazione tipica chiamata dihé, la cui rilevanza nella dieta degli indigeni è più volte sottolineata dalla Fao.

Nonostante la spirulina sia cresciuta artificialmente in bioreattori per essere successivamente venduta come supplemento alimentare, la varietà locale e selvatica cresciuta nel Chad sembrerebbe più nutriente e circa cento volte più economica di quella venduta al dettaglio nei paesi sviluppati.

 
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