Moneta coloniale, Francia convoca ambasciatrice italiana

Sale di tono la tensione tra Roma e Parigi. L’ambasciatrice d’Italia a Parigi, Teresa Castaldo, è stata convocata al ministero degli Esteri francese dopo le parole del vice premier Luigi Di Maio sulla ‘moneta coloniale’.

Il capo di gabinetto del ministro incaricato degli Affari europei, Nathalie Loiseau, ha convocato l’ambasciatore d’Italia a seguito delle osservazioni inaccettabili e inutili fatte ieri delle autorità italiane”, ha indicato una fonte del gabinetto del ministro.

Le parole del vicepremier “Ogni giorno si rischia di parlare solo degli effetti, cioe’ i morti in mare, una cosa l’Europa sta ignorato, cioe’ quello che stanno facendo che alcuni paesi in Africa impoverendola, la Francia prima di tutti, che stampa in oltre 10 paesi una doppia moneta con cui si fa pagare una percentuale della ricchezza nazionale e finanzia anche una piccola parte del deficit francese”, aveva detto stamattina Di Maio alla radio Rtl 102.5.

Il colonialismo della Francia “Per far restare gli africani in Africa basta che i francesi se ne stiano a casa loro invece che andare a colonizzare”, aveva argomentato il vicepremier. “Nei prossimi giorni il M5S presentera’ una iniziativa parlamentare, io voglio chiedere all’Ue di sanzionare i paesi come la Francia e diremo alla Francia di aprire i porti – ha aggiunto -. D’ora in poi tutti quelli che salveremo nel Mediterraneo li porteremo a Marsiglia, fino a quando non la smetteranno di stampare a Lione una moneta per gli africani sopprimendo la possibilita’ di sviluppo economico e benessere di quelle popolazioni”.

Il Franco CFA al centro della polemica Il tema dei rapporti fra Europa e Africa, a cominciare dalle migrazioni, al centro del dibattito politico. Nel fine settimana esponenti del M5s hanno parlato di uno “sfruttamento economico” da parte della Francia delle sue ex colonie, considerandolo una delle cause dei flussi migratori nel Mediterraneo. Sul banco degli imputati c’è il franco CFA, ovvero la moneta che accomuna diversi Paesi africani già colonie francesi.

La teoria, riesumata ieri dal vicepremier Luigi Di Maio, che la Francia usa il “franco delle colonie” per finanziare il suo debito pubblico a spese dei Paesi africani circola in rete dal 2014, è stata rilanciata nel 2016 con un video su Facebook ed è stata ampiamente smontata dai quotidiani francesi Le Monde e Liberation in lunghi pezzi di fact checking già a inizio 2017. Il primo articolo in cui si parla di una “tassa coloniale” che andrebbe a rimpolpare le casse francesi è stato pubblicato dal sito Silicon Africa, hanno ricostruito Le Monde e Liberation. Ma la notizia di un “debito coloniale sugli utili della colonizzazione”, ripresa tra gli altri da Mondialisation.ca e Afrikmag, per ammissione del suo stesso autore ha bisogno di “maggiori dettagli”. L’autore scrive di un sistema “diabolico” che porterebbe “al Tesoro francese 500 miliardi di dollari l’anno, dall’Africa”, mentre in altri passaggi la cifra diventa “500 miliardi nelle divise africane”.

 
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