Pfas, per il ministro Costa è una questione prioritaria

Un dramma quotidiano che colpisce 350mila famiglie, tante quelle contaminate da Pfas in Veneto. Contaminati la loro acqua, la terra e i suoi frutti, gli animali da allevamento, il cibo quindi. Contaminato il sangue: in molti mostrano valori superiori agli 80 nanogrammi di Pfas per millilitro di siero. Trenta mamme no-Pfas hanno deciso di rivolgersi a tutti i ministri Ue dell’Ambiente in occasione dell’incontro sulla direttiva sulla qualità dell’acqua destinata a consumo umano.

E lo hanno fatto attraverso il video “Pfas in the water”, realizzato in nome non solo di tre province venete (Vicenza, Verona e Padova) che costituiscono la zona rossa di questa contaminazione, ma dell’Italia intera (che dalle colture di questa ricca regione agricola del nord est riceve alimenti) per cui chiedono limiti pari a zero per le sostanze perfluoroalchiliche, comunemente dette Pfas.

Pfas, per il ministro Costa è una questione prioritaria. “Sono venuto a incontrarvi per la seconda volta in pochi mesi non solo per testimoniare la vicinanza e la sensibilità del governo al vostro dramma ma anche per portarvi azioni concrete”: così il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa alla conferenza stampa delle Mamme Pfas.

“Il loro dolore è comprensibile per troppi anni sono state inascoltate – aggiunge – Io le ho incontrate a settembre e in tre mesi un gruppo di lavoro costituito ad hoc dal Ministero dell’Ambiente ha realizzato le linee guida per la definizione di valori limite di emissione per le sostanze chimiche pericolose.

Il 3 dicembre queste linee guida sono state scritte e ora saranno discusse presso la conferenza delle Regioni perché la materia è di competenza concorrente”. “Abbiamo chiesto a Ispra – sottolinea Costa – le misure di riparazione del danno ambientale, monetizzandolo, per poterci iscrivere al passivo della Miteni, fallita a novembre scorso. A novembre il Ministero dell’Ambiente ha predisposto l’iter amministrativo rendendo di fatto effettivamente disponibili quei 46 milioni di euro circa per poter procedere a un bypass idrico e fare in modo che finalmente le centinaia di migliaia di famiglie interessate da questo inquinamento possano approvvigionarsi di acqua pulita e salubre”.

Condividi questo articolo: