Reddito e quota 100, ecco la bozza del decreto

Il reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno ad aprile 2019. Lo prevede la bozza di decreto su Reddito di cittadinanza e Quota 100, in possesso dell’AdnKronos, titolata ‘Decreto legge contenente disposizioni relative all’introduzione del reddito di cittadinanza e a interventi in materia pensionistica’, al vaglio dei tecnici del governo gialloverde. Il decreto prevede inoltre che, da marzo, non sarà più possibile fare domanda per il Rei, il Reddito di inclusione.

“E’ istituito a decorrere dal mese di aprile 2019 il reddito di cittadinanza” che per “i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componente di età pari o superiore e 65 anni assume la denominazione di pensione di cittadinanza” si legge nella bozza del decreto. Secondo quanto previsto nella bozza del decreto, è di 6.110.661.28 euro la spesa totale per il reddito di cittadinanza partendo dal primo aprile prossimo. A tale somma vanno aggiunte le risorse per le coperture dei Rei per primi tre mesi del 2019 per un totale di 6.5 miliardi dal primo aprile. La spesa per la misura si riferisce al 2019 e sale a 8.526.606.259 euro incluso gli stranieri beneficiari. Le tabelle della bozza relativa alle risorse complessive per il rdc e la pensione di cittadinanza prevedono nel 2019 6.100 mln euro, nel 2020 7.775 mln di euro, nel 2021 8.017 mln di euro, nel 2022 7.8471 mln di euro, nel 2023 7.841 mln di euro.

Il ministero dello Sviluppo Economico sarà responsabile del monitoraggio dell’attuazione del reddito e pubblicherà, ogni anno, un rapporto che sarà consultabile sul sito internet del ministero.

REDDITO – Per richiederlo occorrono una serie di requisiti. Per i cittadini residenti in Italia, occorre che lo siano in maniera continuativa “da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda”. Il reddito verrà erogato a chi “è in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parti della Ue, ovvero suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero proveniente da paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo”.

La cittadinanza italiana, la residenza in Italia o il permesso di soggiorno non sono gli unici requisiti richiesti. Secondo quanto riportato nella bozza, infatti, potranno richiedere il reddito di cittadinanza i cittadini in possesso di un Isee inferiore ai 9360 euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad una soglia di 30mila euro; un valore patrimoniale mobiliare non superiore ai 6mila euro, soglia accresciuta di 2000 euro per ogni componente familiare, fino a un massimo di 10mila euro, e di 5000 euro per ogni componente con disabilità. Ai beneficiari del reddito di cittadinanza “che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC è riconosciuto in un’unica soluzione un beneficio addizionale pari a sei mensilità” nei limiti dei 780 euro mensili.

Chi è escluso – Escluso dal reddito chi possiede auto di cilindrata superiore ai 1600 cc, moto superiori ai 250 cc sarà escluso dal RdC, così come i proprietari di auto “immatricolate per la prima volta nei sei mesi antecedenti alla richiesta del reddito di cittadinanza”. E il divieto, si legge ancora nella bozza, riguarda tutto il nucleo familiare. “Nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario”, si specifica, di tale tipo di veicoli. Esclusi anche gli intestatari “a qualunque titolo o aventi piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto”. Esclusi inoltre “i soggetti che si trovano in stato detentivo” e “coloro che sono ricoverati in istituti di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica”.

Il meccanismo delle offerte – Potrà arrivare al massimo da 100 km di distanza dalla residenza la prima offerta di lavoro sottoposta entro i primi sei mesi al beneficiario del reddito di cittadinanza. La bozza fissa poi a 250 km la distanza per la seconda proposta, da sottoporsi fra il 6° e il 12° mese. A partire dal 12° mese l’offerta potrà essere quindi sottoposta da tutta Italia, purché il beneficiario sia in nuclei familiari senza minori e senza disabili. Nel secondo ciclo di reddito di cittadinanza (dal 19° al 36° mese), si legge, “tutti, anche con figli minori devono accettare l’offerta di lavoro su tutto il territorio nazionale, pena la decadenza del beneficio”. Passati 12 mesi, senza nessuna offerta di lavoro, la prima offerta può arrivare entro 250 km.

Nella bozza del decreto viene specificato cosa si intende per offerte “congrue” di lavoro. I beneficiari del reddito di cittadinanza sono infatti obbligati ad accettare “almeno una di tre offerte congrue” di lavoro.

E quindi si specifica che per offerte “congrue” vanno intese quelle “entro 100 chilometri di distanza dalla residenza nei primi 6 mesi di fruizione, entro i 250 chilometri oltre il sesto mese di prestazione e in caso di rinnovo, se assenti non ci sono nel nucleo familiare minori o persone con disabilità, “ovunque sul territorio italiano”.

Durata massima 18 mesi – Il reddito di cittadinanza può essere percepito “per un periodo continuativo non superiore ai diciotto mesi”, si legge ancora nella bozza.

Gli obblighi – Nella bozza vengono elencati anche una serie di ‘obblighi’ come “accettare di essere avviato ai corsi di formazione o di riqualificazione professionale”, “sostenere colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione, “accettare almeno una di tre offerte congrue”.

Prelievo limitato a 100 euro – “Il beneficio economico è erogato attraverso la Carta RdC”, si legge ancora. “Oltre al soddisfacimento delle esigenze previste per la carta acquisti, la Carta Rdc permette di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100 per un singolo individuo”. “E’ fatto divieto – si specifica – del consumo di beni e servizi che provengono dal gioco di azzardo e che portano alla ludopatia, pena la revoca del beneficio”.

Pene per i ‘furbetti’ – Secondo l’articolo 7 dedicato a ‘Cause di decadenza e sanzioni’ riportato nella bozza, “chiunque nell’ambito della procedura di richiesta del reddito, con dolo, fornisce dati e notizie non corrispondenti al vero, incluso l’occultamento di redditi e patrimoni a fini Isee o di dichiarazioni fiscali, al fine di ottenere il RdC, è punito con la reclusione da uno a sei anni, oltre alla decadenza del beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito, comunque disposti anche in assenza di dolo”.

Se si perde il RdC – Chi perde il beneficio del reddito di cittadinanza “rimane fuori per 18 mesi, e solo dopo 18 mesi si può ri-accedere”.

Datori di lavoro – Nessun incentivo legato al reddito di cittadinanza ai datori di lavoro che nei tre anni precedenti “siano stati destinatari di provvedimenti sanzionatori ancorché non definitivi concernenti le violazioni di natura previdenziale e in materia di tutela delle condizioni di lavoro”, precisa ancora l’articolo 8 della bozza del dl. Nel documento, presenti anche i benefici per l’impresa e per il lavoratore: chi assume a tempo pieno e indeterminato un beneficiario di reddito di Cittadinanza, senza licenziarlo per 24 mesi, ha diritto – si legge – a uno sgravio contributivo pari alla differenza fra 18 mensilità di RdC e quello già goduto: un importo massimo di 780 euro che potrà essere aumentato di una mensilità in caso di assunzione di soggetti svantaggiati e donne, per una durata non inferiore a 5 mensilità (6 nei casi già citati)

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