Al Sant’Andrea di Roma primo intervento con protesi biologica di origine bovina per ricostruire il cuore

Un intervento di ricostruzione completa dell’atrio del cuore di un paziente di 62 anni, con una protesi biologica di origine bovina, con completa rimozione del tumore polmonare e ripristino della funzionalità cardiaca. Un primato italiano, se non mondiale, che conferma la già nota eccellenza della Chirurgia Toracica del Sant’Andrea di Roma.

A spiegare la complessa procedura è il Direttore della UOC Chirurgia Toracica, Erino Angelo Rendina, regista in sala operatoria di una équipe multidisciplinare composta da chirurghi toracici, cardiochirurghi e anestesisti.

Il paziente, un uomo di 62 anni, era affetto da un tumore del polmone destro che aveva aggredito e invaso anche una porzione del cuore, condizione che sembrava rendere impossibile l’asportazione completa del tumore. A seguito di un’accurata e meticolosa pianificazione messa in atto nei giorni che lo hanno preceduto, l’intervento chirurgico è iniziato alle ore 15:15 del 16 gennaio.

L’équipe cardiochirurgica ha istituito la circolazione extracorporea e, quindi, arrestato il cuore. Il tumore è stato poi rimosso asportando il polmone destro e la parte di cuore invasa dalla neoplasia, ossia la quasi totalità della camera atriale di sinistra. È successivamente iniziata la delicata fase di ricostruzione del cuore che ha previsto la sostituzione dell’atrio di sinistra con una protesi biologica perfettamente compatibile, integratasi con il tessuto del cuore nativo. L’intervento si è concluso alle ore 19:15.

Il paziente ha trascorso le prime 4 giornate post-operatorie presso la terapia intensiva cardio-toraco-vascolare ed è stato quindi trasferito presso il reparto di chirurgia toracica. A seguito di un decorso post-operatorio completamente regolare, il paziente è stato dimesso lo scorso 1 febbraio e restituito all’affetto della famiglia presso la propria abitazione. Ha espresso il desiderio di partecipare alla conferenza stampa per esprimere pubblicamente la propria riconoscenza all’équipe operatoria.


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