Cancro infantile, per la guarigione dei bambini occorre un’equipe formata da diversi specialisti

In occasione della Giornata internazionale contro il cancro infantile (ICCD) che si celebra oggi 15 febbraio, istituita nel 2002 dalla Childhood Cancer International (CCI), se ne parla con il dott. Primo Andrea Daolio, Direttore dell’Ortopedia Oncologica dell’ASST Gaetano Pini-CTO che dagli anni 80 lavora per curare adulti e bambini affetti da queste patologie.

Sono definite “malattie rare”, in Italia, dove ogni anno meno di 300 bambini sono colpiti da tumori ossei maligni. Purtroppo, spiega Daolio, con queste malattie è difficile fare prevenzione, ma è possibile fare una diagnosi precoce. “Il tumore che colpisce le strutture ossee si manifesta con episodi dolorosi e tumefazione. In presenza di questi due segni clinici è importante rivolgersi al pediatra di fiducia che visitando il bambino può dare indicazione a eseguire gli esami strumentali più opportuni come una lastra o un’ecografia.

Se gli esami pongono il dubbio di una lesione oncologica dell’osso , il bambino va inviato subito a un centro di riferimento ortopedico perché si tratta di malattie rare e le possibilità di guarigione sono legate all’esperienza dei medici che lo cureranno”. Il suggerimento , secondo Daolio è di non sottovalutare i sintomi e rivolgersi sempre allo specialista che ha in cura il piccolo: “Quando poi i piccoli arrivano nella nostra struttura dedicata all’Oncologia in Età Pediatrica con una diagnosi di sospetta presenza di un tumore, sono sottoposti agli esami ematici di routine e agli esami strumentali di secondo livello, come Tac e risonanza magnetica per uno studio più approfondito, e alla stadiazione della malattia”. Fortunatamente, non sempre il tumore è maligno e può essere curato. Purtroppo, invece i tumori maligni, come l’osteosarcoma e il sarcoma di Ewing, i più frequenti tra i pazienti in età pediatrica, mettono a rischio la vita dei piccoli e possono avere conseguenze gravi sulla funzione dell’arto colpito.

Il miglioramento della percentuale di guarigioni si è verificato dopo l’introduzione della chemioterapia e della radioterapia”. Inoltre, spiega Daolio un paziente affetto da un tumore maligno, viene inizialmente sottoposto a chemioterapia preoperatoria, poi dopo la rivalutazione degli esami strumentali, all’intervento chirurgico. Infine, riprende la chemioterapia e in alcuni casi, come nel sarcoma di Ewing, la radioterapia. Al Gaetano Pini , precisa Daolio la valutazione collegiale del paziente avviene assieme agli oncologi pediatri dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e negli anni la chirurgia in ambito oncologico ortopedico ha assistito a grandi miglioramenti: in particolare è aumentata la possibilità di ricostruzione degli arti operati con l’introduzione di protesi modulari, di protesi allungabili e composite, di trapianti di osso di banca o di trapianti ossei autologhi.

Nel Presidio Ospedaliero Pini è presente la Banca di tessuto muscolo-scheletrico della Regione Lombardia, questo semplifica la disponibilità e l’utilizzo dei trapianti. Alla Banca pervengono tutte le donazione di tessuto osseo fatte dagli ospedali del territorio. Le funzioni della Banca sono di prelevare, raccogliere il tessuto da donazione, conservarlo, certificarne l’idoneità prima del suo utilizzo e distribuirlo ai Centri trapianto che lo hanno chiesto.



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