Maltempo, il fiume Reno rompe gli argini vicino Bologna

Emergenza sfollati. Sono tra le 270 e le 280 le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni nella zona di Castel Maggiore, nella Bassa Bolognese, per l’esondazione del Reno che ha rotto un argine. L’area più colpita è di circa cinque km quadrati, e coinvolge anche il territorio di Argelato.

La Protezione civile, informa la Regione, è al lavoro per chiudere la falla nell’argine con massi ciclopici per frenare l’afflusso d’acqua. Dieci in tutto i ricoverati per principio di ipotermia, tra cui i sei carabinieri.

“Sono finiti sott’acqua centinaia di ettari di coltivazioni seminati a grano” e “risultano invasi dal fango anche terreni preparati per le bietole e il mais con l’esondazione del fiume Reno in Emilia”.

È l’allarme lanciato da Coldiretti che sottolinea come l’ondata di maltempo ha colpito l’agricoltura “lungo tutta la penisola, dalla Toscana alla Campania dove il Sarno non ha retto alla piena e ha provocato danni ingenti alle serre e alle colture in pieno campo”. I danni nelle campagne potrebbero “arrivare a milioni di euro”.

“Il livello idrometrico del Po – continua Coldiretti – è salito di quasi due metri nella notte a Pontelagoscuro con lo stato del principale fiume italiano che è rappresentativo delle difficoltà in cui si trovano altri fiumi e torrenti lungo la penisola dove si sono verificate evacuazioni ed allagamenti. Una svolta improvvisa dopo che il Nord era stato costretto a fare i conti con un lungo periodo di siccità per assenza di precipitazioni con terreni aridi e bacini a secco”.

“L’andamento anomalo di questo inizio 2019 – continua Coldiretti – conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo. Il ripetersi di eventi estremi – conclude Coldiretti – sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

In Emilia rimangono “aree allagate abbastanza ampie” e ora “deve iniziare il percorso di assistenza ai cittadini che rientrano nelle case man mano che esce l’acqua”, dice Maurizio Mainetti, direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, che è in Prefettura a Bologna per un briefing sulla situazione maltempo tra Dipartimento Protezione civile nazionale, Regione, Comuni interessati e Forze dell’ordine. “Dal punto di vista degli allagamenti la situazione è in risoluzione”, la breccia sul Reno “è stata chiusa, l’acqua sta defluendo lentamente”, aggiunge Mainetti.


Altre Notizie