Vaccino italiano contro l’AIDS, riduce del 90% il serbatoio di virus latente

La somministrazione del vaccino terapeutico italiano Tat contro l’Hiv/Aids a pazienti in terapia antiretrovirale (cART) è capace di ridurre del 90% il “serbatoio di virus latente”, inattaccabile dalla sola terapia, e apre una nuova via contro l’infezione.

E’ il risultato della ricerca, durata 8 anni e pubblicata su Frontiers in Immunology, di pazienti immunizzati con il vaccino messo a punto da Barbara Ensoli dell’Istituto Superiore di Sanità.

Lo studio è condotto in otto centri clinici in Italia (ospedale San Raffaele di Milano, ospedale Sacco di Milano, ospedale San Gerardo di Monza, ospedale Universitario di Ferrara, Policlinico di Modena, ospedale S.M. Annunziata di Firenze, Istituto San Gallicano – Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma, Policlinico Universitario di Bari) e presenta i dati del monitoraggio clinico a lungo termine di 92 volontari vaccinati del precedente studio clinico condotto dall’Iss. La ricerca di una cura dell’Hiv, insieme alla prevenzione dell’infezione, rileva l’Istituto, è “un’assoluta priorità della comunità scientifica internazionale anche per le vaste risorse che l’Hiv/Aids sottrae alla lotta alla povertà e alle ineguaglianze nel mondo”.

E’ dal 1998 che la ricercatrice e il suo gruppo di ricerca ha annunciato al mondo il “vaccino italiano” contro l’AIDS.  L’attesa ha conosciuto un sussulto nella primavera 2014 dopo l’inchiesta giornalistica di Altroconsumo “Aids, dov’è il vaccino”, dalla quale emerse che l’Istituto aveva riconosciuto una “opzione esclusiva della durata di 18 mesi per l’utilizzo dei brevetti” del cosiddetto “vaccino” a favore di una società -la Vaxxit Srl- fondata da Ensoli e amministrata da Giovan Battista Cozzone, esperto di brevetti che dal maggio del 2009 ha prestato una consulenza quadriennale per conto (e perciò nell’interesse) dell’ISS in materia di “trasferimento tecnologico”.

Dopo l’iniziale nulla osta, la concessione fu revocata all’inizio del novembre 2014 dall’allora commissario straordinario dell’ISS poi nominato presidente, il prof. Gualtiero Ricciardi, per “note di criticità emerse” e “significative riserve in ordine al riconoscimento della società Vaxxit Srl quale spin-off”.



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