VolontarixNatura, migliaia di giovani in tutta Italia per prendersi cura dell’ambiente

Migliaia di giovani in tutta Italia per prendersi cura dell’ambiente. Il progetto di Legambiente per diffondere la cultura del volontariato e la pratica della citizen science. Acqua, aria, legalità, arte, e biodiversità: 5 campi d’azione per un grande progetto nazionale di monitoraggio scientifico partecipato.

Occuparsi dell’ambiente, dedicargli un po’ del proprio tempo, conoscere il territorio in cui si vive, imparare a fare campionamenti, condividere un grande progetto scientifico è un’attività certamente utile, ma, allo stesso tempo, anche molto divertente. Questo è quello che propone ai giovani VOLONTARIXNATURA, il progetto nazionale di Legambiente finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali (progetti finanziati con avviso n.1/2017) e cofinanziato dal Parco nazionale dell’Aspromonte. Un’iniziativa che punta diffondere la pratica del volontariato tra gli under 36 realizzando un grande progetto di monitoraggio scientifico partecipato. Un’esperienza educativa non formale, che propone l’apprendimento learning by doing, allo scopo di stimolare un rinnovato interesse verso il volontariato e al contempo rafforzare le competenze scientifiche dei ragazzi.

“E’ un progetto molto ambizioso di citizen science che coinvolge in modo attivo ragazze e ragazzi delle scuole e delle università in azioni di monitoraggio e tutela ambientale – spiega Giorgio Zampetti, direttore nazionale di Legambiente -. L’idea da cui nasce VOLONTARIXNATURA è semplice: il volontariato ambientale può dare un contributo molto importante alla conoscenza del territorio, con campagne di raccolta dati e azioni di sensibilizzazione, come dimostrano le tante esperienze che Legambiente ha già messo in campo in questi anni. Aumentare la consapevolezza riguardo l’ambiente che ci circonda, inoltre, ci aiuta a prendercene cura e a sentirlo nostro, rafforzando il senso di comunità e soprattutto di corresponsabilità, fattore indispensabile. I destinatari del progetto sono le giovani generazioni perché oggi più che mai è necessario consegnare il pianeta a persone attente e capaci di salvaguardarlo e che sappiano interpretare i fenomeni che lo coinvolgono, sicuramente meglio di come ha fatto chi li ha preceduti”.

Ognuno può contribuire al risultato della campagna, mettendo i propri dati insieme a quelli degli altri, esattamente come i pixel che compongono la grafica del progetto, pensato sotto ogni aspetto per incontrare il gusto dei ragazzi, per entrare in sintonia con loro. Acqua, aria, legalità, arte e biodiversità: sono cinque i campi d’azione in cui cimentarsi attraverso monitoraggi, raccolta dati e segnalazioni che andranno compilati online sul sito volontaripernatura.it (è possibile anche scaricare e stampare le schede in formato pdf e procedere in seguito all’inserimento dei dati), un grande hub concepito per assumere in tempo reale le informazioni e processarle, perché diventino la base, il campione scientifico, su cui poi effettuare analisi e proposte, sia in chiave nazionale che locale. Ogni monitoraggio può essere fatto da un gruppo di persone come da un singolo volontario e, una volta validato, apparirà su una mappa virtuale, una cartina dell’Italia composta dalle tante azioni di citizen science dei volontari.

Il coordinamento è garantito su base regionale da 13 Green hubs (in Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), pensati come luoghi di formazione, di condivisione e di informazione. Ogni settore prevede molteplici tipologie di monitoraggio, diversificate per livello di difficoltà e per contenuto.

Cosa fanno esattamente i VOLONTARIXNATURA? A seconda del proprio interesse o curiosità e in base alle caratteristiche e alle criticità del territorio in cui abita, studia o lavora, ognuno sceglie il campo di attività in cui cimentarsi, collegandosi a volontaripernatura.it. Chi vive in una città compromessa da alti tassi di  inquinamento atmosferico può effettuare il monitoraggio “SOS aria”, contribuendo alla mappatura dei luoghi sensibili, scuole, ospedali, mercati, esposti a una cattiva qualità dell’aria, oppure partecipare a “Smog” appendendo le federe alle finestre e ai balconi in strade molto trafficate e misurando gli effetti dell’inquinamento con una banda colorimetrica, oppure censire con “Traffico” i percorsi più intasati che richiedono interventi urgenti di mobilità alternativa, o misurare le concentrazioni di polveri sottili e altri inquinanti nei punti critici della città con “Hot spot”. Il campo legalità prevede l’impiego di una semplice app (Gaiaobserver), scaricabile dal sito, per segnalare con foto e georeferenziazione, discariche abusive e casi di maltrattamento di animali.

Nel campo della biodiversità, l’obiettivo dei rilevamenti è duplice: c’è quello di verificare l’accessibilità e fruibilità delle aree naturali e quello di censire le specie aliene che ne mettono a repentaglio l’equilibrio, così come le specie rare che possono indicare, al contrario, un’alta qualità ambientale. I monitoraggi nel campo dell’Arte puntano invece a verificare l’accessibilità e l’esposizione ai rischi naturali dei beni culturali; mentre quelli dell’acqua riguardano la segnalazione di scarichi sospetti, il censimento puntuale del beach litter, ossia i rifiuti sulle spiagge oggetto di un grande lavoro collettivo che coinvolge molti paesi del Mediterraneo, e l’analisi delle acque dei fiumi.

I primi monitoraggi sono già partiti e quelli in corso sono oltre 120. La maggioranza riguarda l’inquinamento dell’aria, tra Palermo, Napoli, Pescara, Bari, Milano, Venezia, Bologna, Parma e Rimini. Stanno arrivando anche le prime segnalazioni sui beni culturali, la biodiversità, l’acqua e gli illeciti. A Calitri, in provincia di Avellino, sono stati fatti monitoraggi sulla fruibilità dei beni culturali del paese e sugli sversamenti sospetti lungo i corsi d’acqua, mentre a Enna alcuni gruppi di volontari si sono organizzati pe verificare l’accessibilità dei parchi naturali e censire flora e fauna. Per quanto riguarda gli scarichi sospetti lungo i corsi d’acqua diverse segnalazioni sono arrivate dalla provincia di Arezzo, L’Aquila, Teramo e Roma.



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