Diagnosi precoce del parkinson: messo a punto guanti hi-tech che lo riconoscono 5-7 anni prima

Riuscire a determinare con 5-7 anni di anticipo, rispetto a quanto avviene oggi, la malattia di PARKINSON, che affligge l’1 per cento della popolazione over 65 ed è la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa al mondo, è il risultato di uno studio coordinato da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, guidato dal ricercatore Filippo Cavallo, in collaborazione con la Neurologia dell’Ospedale delle Apuane di Massa e Carrara (Azienda USL Toscana Nord Ovest), di cui è responsabile il dr. Carlo Maremmani.

Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Parkinsonism & Related Disorders, ha portato allo sviluppo di un dispositivo indossabile, chiamato SensHand, capace di rilevare, di misurare e di analizzare i movimenti degli arti superiori di un individuo. La finalità del dispositivo è quella di eliminare la latenza di tempo tra l’inizio della malattia nel sistema nervoso e l’evidenza clinica dei primi sintomi motori.

“Sebbene la diagnosi sul Parkinson – precisa Filippo Cavallo – sia fortemente orientata alla valutazione dei sintomi motori, l’interesse verso i sintomi non motori sta sostanzialmente aumentando perché questi possono anticipare l’insorgere dei deficit motori di 5-7 anni, consentendo di contrastare la malattia nella fase cosiddetta prodromica”.

Tra i sintomi non motori, è rilevante l’iposmia idiopatica, vale a dire una ridotta capacità olfattiva, che rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo del Parkinson entro 5 anni. Il dispositivo indossabile SensHand è stato sperimentato su 90 soggetti (di cui 30 soggetti sani, 30 persone affette da iposmia idiopatica e 30 pazienti con Parkinson).

I test hanno dimostrato che, combinando le informazioni acquisite tramite l’analisi del movimento con i sensori e i risultati di uno screening olfattivo in grado di individuare persone con iposmia, è possibile identificare in questo gruppo lievi deflessioni motorie (non rilevabili in altro modo) che caratterizzano l’insorgere della malattia. Lo studio è stato sovvenzionato nell’ambito del progetto DAPHNE, finanziato dalla Regione Toscana nel programma FAS Salute 2007-2013 e incentrato sullo sviluppo di servizi innovativi e sostenibili per la malattia di Parkinson attraverso tecnologie mHealt e ICT.



Altre Notizie