Furti di alveari, è allarme per la criminalità organizzata

Ladri di api, furti di alveari. Sarà perché la crisi induce a farsi sempre meno scrupoli, pur di sbarcare il lunario, sarà perché le morìe incrementano gli appetiti di chi è avvezzo al malaffare. E’ l’allarme della Fai-Federazione Apicoltori Italiani, nel denunciare un fenomeno che, nel giro di pochi anni, ha assunto dimensioni nazionali con intensità e frequenze mai viste in passato.

Interi apiari scompaiono per poi riapparire altrove come famiglie in produzione e riciclate, con facili profitti, in un vero e proprio mercato nero che insidia la nostra apicoltura. Perché chi perde un apiario non subisce solo un danno materiale, ma viene privato di una fonte di reddito che sarà difficile rimpiazzare.

La vicenda recente, dell’Apicoltore trevigiano, porta alla ribalta un fenomeno che sa di criminalità e che deve essere contrastato con idonei strumenti: tra questi l’Anagrafe delle Api, che una volta completato il censimento, offrirà a noi per primi e alle Autorità competenti, il mezzo per capire dove sono, da dove vengono e dove vanno gli alveari. Un diritto-dovere che sta a noi esercitare perché prevalga, anche in apicoltura, l’Italia degli onesti e non quella dei furbi.

Sono sempre più frequenti e mirati i furti di alveari in Italia, tanto da parlare ormai di una vera e propria ‘tratta di api regine’.

Secondo la Fai-Federazione Apicoltori Italiani, il furto sistematico di interi apiari lascia presupporre l’esistenza di un vero e proprio ‘mercato giallo-nero’ che insidia e mina le basi dell’apicoltura e spezza le gambe a chiunque abbia investito per integrare il proprio reddito.

“Un fenomeno che sa di criminalità organizzata – sottolinea il presidente degli Apicoltori italiani Raffaele Cirone – e che deve essere contrastato con strumenti adatti, oltre a quelli già disponibili come ad esempio polizze assicurative, videosorveglianza, arnie con antifurto e tracciamento satellitare”. Secondo l’associazione si tratta di abigeato, con furto aggravato di migliaia di alveari, prima sottratti e poi ricettati. “Facciamo appello alle forze dell’ordine – conclude Cirone – affinché indirizzino la loro attenzione anche verso questo particolare genere di reato”.

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