“I prosumer condominiali”, le nuove forme di condivisione dell’energia

Un nuovo fotovoltaico da produrre entro il 2030 e l’Italia ha un potenziale di 6,5 GW, per realizzare gli obiettivi a livello Paese e si potranno sviluppare altre tecnologie. Per questo è prevista la centralità del ruolo di condomini, infatti, sono oltre 200.000 i nuovi impianti che potrebbero essere installati sui tetti condominiali, per avere una riduzione delle emissioni di CO2 fino a circa 20 milioni di tonnellate e risparmi economici tra i 1,4 e 2 miliardi di euro.

E’ Energy@home (www.energy-home.it, pagina linkedin https://www.linkedin.com/company/energyathome), associazione che raccoglie alcune tra le principali aziende italiane nei settori energia, telecomunicazioni, elettrodomestici, elettronica, assicurazioni, ICT, insieme a diverse piccole medie imprese e istituti di ricerca, che ha presentato a Palazzo Edison lo studio “I Prosumer Condominiali”. Ma cosa risulta dall’analisi? E’ nel condominio il primo nucleo di energy community: un ecosistema in cui le forme di autoproduzione dell’energia, tipicamente da fonte rinnovabile, contribuiscono a definire un nuovo ruolo dei consumatori.

In questo senso le energy community sono il primo tassello della trasformazione che sta attraversando il settore dell’energia, i cui assi principali sono la decarbonizzazione, digitalizzazione e decentralizzazione, secondo quanto emerge dal World Energy Council. Energy@Home con il contributo scientifico di Elemens, RSE e Kantar ha analizzato le principali barriere allo sviluppo dell’autoconsumo condominiale e suggerisce le soluzioni normative e tecnico-economiche per superare le attuali criticità. “Negli ultimi anni l’Associazione Energy@home si è proposta anche come luogo privilegiato di incontro tra industrie diverse per identificare e studiare nuovi casi d’uso e nuovi business model legati al mondo della Smart Home e all’uso intelligente dell’energia”, spiega Marco Signa, direttore dell’associazione.

“Anche quest’anno Energy@Home ha offerto all’esterno questo patrimonio di idee, promuovendo il dibattito su un tema di grande attualità con competenza e concretezza. Abbiamo affrontato il tema delle Energy community partendo dalla sua applicazione pratica ai condomini, evidenziando un potenziale interessante così come barriere e soluzioni, a beneficio non solo degli operatori del settore, ma di tutto il sistema Italia”, conclude Signa.

Con le nuove forme di condivisione della produzione di energia, le comunità presenti sul territorio potranno soddisfare, attraverso innovativi strumenti digitali, i propri fabbisogni, massimizzando così i benefici per tutto il sistema. Saranno sia benefici per l’ambiente, con una elevata riduzione della CO2 emessa per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sia benefici economici con il valore aggiunto incrementale generato dagli investimenti in nuova capacità fotovoltaica, la riduzione del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso e i nuovi posti di lavoro. L’analisi costi benefici avrà un saldo positivo per il sistema paese compreso tra 1,4 e 2 miliardi di euro. Oltre il risparmio si avrà anche l’aumento del valore del condominio.



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