Il 15 marzo è Sciopero Mondiale per il clima, studenti in piazza per fermare i mutamenti climatici

Contrastare i mutamenti climatici è attualmente la sfida più grande che abbiamo davanti. Ma la risposta delle politiche mondiali a questa emergenza è ancora inefficace e deludente. E’ quindi importante unirci e contribuire alla nascita di un movimento il più ampio e trasversale possibile che porti sempre più persone a chiedere ai Governi di agire, e farlo in fretta.

Non c’è più tempo, sono necessarie strategie coordinate tra i diversi Paesi per rispettare gli impegni presi, a partire dall’Accordo di Parigi. Il 15 marzo è Sciopero Mondiale per il Futuro. Scendi in piazza per chiedere ai Governi di agire per fermare i mutamenti climatici.

Per ottenere azioni incisive dai Governi c’è bisogno di ognuno di noi per una spinta sempre più pressante e incisiva dal basso.

I fridaysforfuture, nati dalla protesta della quindicenne Greta Thumberg  a Stoccolma in occasione della COP24, e la manifestazione del 15 marzo, Global Strike For Future, rappresentano una grande occasione per farci sentire e portare l’emergenza climatica in primo piano.

Lettera pubblicata sul Guardian 1 marzo 2019 e scritta da alcuni giovani in tutto il mondo. In Italia, David di Torino ha partecipato al processo. Per noi questa lettera ha un grande significato. Affermiamo che cambieremo il destino dell’umanità, addirittura.

“Noi giovani siamo profondamente preoccupati per il nostro futuro. L’umanità sta causando la sesta estinzione di massa e la situazione climatica globale è sull’orlo di una crisi catastrofica. Milioni di persone in tutto il mondo stanno già subendo delle drammatiche conseguenze. Ciononostante, siamo ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi.

​Noi giovani costituiamo più della metà della popolazione globale. La nostra generazione è cresciuta con i cambiamenti climatici e noi dovremo affrontarli per il resto della nostra vita. Nonostante ciò, molti di noi non sono inclusi nel processo decisionale. Siamo il futuro inascoltato dell’umanità.

​Non accetteremo più questa ingiustizia. Chiediamo giustizia climatica! E la chiediamo per tutte le vittime passate, presenti e future della crisi climatica. Per questo stiamo insorgendo! Nelle scorse settimane siamo scesi in migliaia per le strade di tutto il mondo. Ora faremo sentire le nostri voci. Il 15 di marzo protesteremo in ogni singolo continente.

​È arrivato il momento di affrontare la crisi climatica come una crisi. È la più grande minaccia nella storia umana e noi non accetteremo di estinguerci. Non ci piegheremo a una vita di paura e devastazione. Abbiamo il diritto di poter vivere i nostri sogni e le nostre speranze. Il cambiamento climatico è già qui. Delle persone sono già morte, stanno morendo e moriranno a causa sua. Ma possiamo mettere fine a questa follia e lo faremo.

​Noi giovani ci stiamo mobilitando. Cambieremo il destino dell’umanità, che vi piaccia o meno. Manifesteremo insieme insieme il 15 Marzo, e molte altre volte ancora, finché giustizia climatica non sarà fatta. Chiediamo a tutti i decisori politici di tutto il mondo di prendersi la responsabilità di risolvere questa crisi o di dimettersi. Ci avete deluso in passato e se continuerete a deluderci anche in futuro, noi giovani di questo pianeta cambieremo le cose da soli. Abbiamo cominciato a muoverci e non ci fermeremo più.”

Il ‘Global Strike For Future’, che ha ricevuto l’adesione di una sessantina di Paesi e più di 500 città, arriva dopo un paio di mesi di manifestazioni nei ‘Fridays for Future’ lanciati dalla sedicenne svedese Greta Thunberg, ormai simbolo mondiale di questa protesta, di quello che è diventato un movimento studentesco mondiale. Ma a cui aderiscono anche gli adulti e fra questi oltre tremila scienziati.

“Abbiamo certamente bisogno di speranza. Ma l’unica cosa di cui abbiamo bisogno più della speranza è l’azione. Una volta che iniziamo ad agire, la speranza si diffonde. Quindi, invece di cercare la speranza, cerchiamo l’azione. “Allora e solo allora, la speranza arriverà.” Greta Thunberg

Tutto è cominciato dall’attivista dalle lunghe trecce bionde con la sindrome di Asperger, come si definisce nel profilo twitter dove ha 235mila follower mentre la sua pagina Facebook la seguono in oltre 270mila. Colpita dalle potenti ondate di calore e dagli incendi che avevano distrutto boschi del suo paese l’estate scorsa, in modo solitario, dal 20 agosto ha deciso di non andare a scuola fino alle elezioni del 9 settembre per chiedere al governo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

 
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