Wwf consegna al ministro Costa 720mila firme per salvare i mari

“Plastic Free Oceans”, fuori la plastica dai nostri mari: il WWF ha lanciato una mobilitazione senza confini per accelerare la messa al bando dei prodotti di plastica monouso in Europa e in Italia e per un Trattato globale legalmente vincolante per tutti i paesi del mondo per contrastare l’inquinamento marino da plastica.

Il WWf italia ha consegnato al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa720mila firme raccolte per accelerare la messa al bando dei prodotti di plastica monouso e intervenire su imballaggi, microplastiche e reti “fantasma”, allo scopo di salvare i mari dall’inquinamento. L’associazione ambientalista rende noto di aver consegnato anche le 270mila firme raccolte ad oggi in calce a una petizione mondiale, lanciata alcune settimane fa, per un Trattato globale legalmente vincolante per tutti i paesi del mondo, finalizzato a contrastare l’inquinamento marino da plastica.

Il WWF chiede un impegno senza confini per mettere sotto controllo, con azioni efficaci, tutta la filiera della plastica (dalla produzione, al consumo, al riciclaggio, allo smaltimento). Infatti, se non ci sono contromisure continueremo a immettere negli oceani ben 9 milioni di tonnellate di plastica l’anno. La plastica rappresenta il 70% dei rifiuti marini dei Paesi europei. 21,4 milioni di tonnellate di rifiuti plastica vengono generati ogni anno dai 21 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Solo l’Italia produce 4,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui 497mila (l’11%) sono dispersi in natura (mentre: 1,4 mln sono conferiti in discarica, 1,5 mln inceneriti, 1,2 mln riciclati).

“Abbiamo chiesto al ministro Costa di sostenere le richieste della nostra petizione globale “StopPlasticPollution” per un Trattato globale legalmente vincolante, dando supporto alla risoluzione che verrà proposta da 30 Paesi all’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente (UNEA-4), che si svolgerà a Nairobi in Kenya a partire da lunedì 11 marzo. Chiediamo, inoltre, che l’Italia svolga un’azione diplomatica di convincimento verso gli altri Paesi europei e dei Paesi del Mediterraneo. L’obiettivo è che a conclusione di UNEA-4 ci sia un mandato per un Accordo globale per un nuovo Trattato da discutere nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di settembre”, dichiara la presidente del WWF Donatella Bianchi, che aggiunge: “C’è bisogno che tutti i Paesi del mondo si diano obiettivi globali e nazionali di riduzione dell’inquinamento marino da plastica, con tempi chiari e scadenze dettagliate, creando anche un panel intergovernativo di esperti (come è avvenuto per i cambiamenti climatici) e un fondo globale per fornire risorse economiche e tecniche ai Paesi meno ricchi per vincere questa battaglia”.

“La battaglia per bandire la plastica monouso ha un respiro globale per sua stessa natura, ai Poli arrivano frammenti di microplastica prodotta e gettata dall’altro capo del globo. Andrò la prossima settimana all’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente, portando l’impegno italiano ed europeo sul tema che è molto forte. Auspichiamo che da Nairobi si esca con un mandato vincolante per ottenere un Trattato globale sulla plastica che potrebbe avere però tempi lunghi, vogliamo allo stesso tempo esplorare fin da subito anche altre strade normative, come quella offerta dalla Convenzione di Basilea. Verrà presto un giorno in cui ci sembrerà folle e fuori tempo aver immesso così tanta plastica nell’ambiente. I cittadini su questo sono anni luce avanti alla politica e le adesioni alla petizione del WWF lo dimostrano”, afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

In attesa del disegno di legge governativo SalvaMare, il WWF propone 4 punti di impegno politico e di riforma normativa: 1. anticipare i contenuti della Direttiva comunitaria, in dirittura di arrivo, mettendo al bando 10 prodotti di plastica monouso (tra cui: posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini); 2. introdurre una cauzione sugli imballaggi di plastica e circuiti ben congegnati che favoriscano il loro riciclaggio; 3. bandire entro il 2025 tutti i prodotti contenenti microplastiche, a cominciare dai detergenti; 4. Un censimento degli attrezzi da pesca “fantasma” (reti, lenze, nasse, ecc.) abbandonati in mare, favorendo il loro recupero e il loro conferimento in strutture portuali.

Per il WWF, l’Italia ha le carte in regola per svolgere un’azione di leadership alla prossima Assemblea UNEA-4. Il nostro Paese, ricorda il WWF, ha vietato l’utilizzo di shopper di plastica per la spesa dal primo gennaio 2011, dall’inizio del 2018 ha vietato l’uso di sacchetti di plastica per l’ortofrutta, dal primo gennaio 2019 ha vietato l’uso di bastoncini cotonati di plastica e dal primo gennaio 2020 bandirà l’uso di microplastiche nei cosmetici. Ma ora si tratta di fare di più su scala globale e nazionale.


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