Xylella, in piazza la rabbia del popolo dell’olio: Un ulivo morto in testa al corteo Coldiretti

Scende in piazza con i trattori la rabbia del popolo dell’olio contro la gestione inconcludente dell’emergenza Xylella che ha devastato milioni di ulivi in Puglia e dal Salento sta avanzando inesorabile verso Nord. Una strage provocata da errori, omissioni, ritardi e strumentalizzazioni che rischia di sfregiare per sempre il territorio e distruggere un intero tessuto ambientale, economico ed occupazionale.

Non c’è più tempo da perdere per fermare il contagio e far rinascere le aree colpite, dopo anni di annunci, promesse, rimpalli di responsabilità della burocrazia e decreti senza impegni concreti per la ricostituzione del patrimonio olivicolo distrutto mentre gli agricoltori non sanno come comportarsi per realizzare nuovi impianti resistenti e tornare a lavorare e produrre.

Coldiretti, la Xylella sta avanzando verso Nord al ritmo di 2 chilometri al mese

E’ avanzato inesorabilmente verso nord ad una velocità di più 2 chilometri al mese il contagio della Xyella che ha già provocato danni per 1,2 miliardi di euro con 21 milioni di piante infette, “una strage di ulivi che lascia un panorama spettrale mentre si continua a perder tempo con annunci, promesse ed inutili rimpalli di responsabilità”. E’ quanto emerge dal Dossier “Coraggio Salento” elaborato da Coldiretti e Unaprol, che con migliaia gli agricoltori stanno manifestando a Lecce “contro la gestione inconcludente dell’emergenza Xylella dopo anni di annunci, promesse, rimpalli di responsabilità tra Unione Europea, Ministero e Regione e decreti senza impegni concreti”.

Se non verrà fermata l’epidemia nei prossimi cinque anni – denuncia la Coldiretti – rischia di essere infettato l’intero mezzogiorno d’Italia dalla Basilicata alla Calabria, dalla Campania al Molise.

Xylella, il decreto Centinaio è una scatola vuota

“Il decreto sulle emergenze in agricoltura è una scatola vuota con molti obiettivi, pochi strumenti e ancor meno risorse, che delude le grandi aspettative che aveva generato nelle imprese duramente colpite da calamità senza precedenti su comparti strategici, dall’olio di oliva agli agrumi”.

E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare il Decreto legge varato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio. La prima mobilitazione Coldiretti inizia domani sabato 9/3 a Lecce con migliaia di agricoltori con i trattori che raggiungeranno Piazza Sant’Oronzo contro la gestione inconcludente dell’emergenza Xylella che ha devastato milioni di ulivi in Puglia e dal Salento sta avanzando inesorabile verso Nord.

A fronte di un crack da oltre un miliardo di euro causato dalle gelate al settore olivicolo non sono destinate risorse specifiche e i pochi milioni disponibili – sottolinea la Coldiretti – devono essere spartiti con le altre emergenze sulle quali interviene il fondo di solidarietà. Non viene peraltro affrontato – precisa la Coldiretti – il dramma degli agricoltori colpiti da xylella che non sanno come comportarsi per realizzare nuovi impianti resistenti e tornare a lavorare e produrre per mantenere le proprie famiglie. Spiccioli – precisa la Coldiretti – anche per i coltivatori di agrumi messi in ginocchio da quotazioni insostenibili.

Le uniche risorse significative sono destinate ai trasformatori di latte di pecora, per l’acquisto di pecorino romano invenduto giacente presso i loro magazzini, senza peraltro che l’assegnazione – denuncia la Coldiretti –  sia stata contestualmente vincolata ad un accordo equo con i pastori, che assicuri un anticipo sul prezzo superiore ai costi di produzione determinati dall’Istituto pubblico Ismea con una griglia di indicizzazione e una clausola di salvaguardia che garantiscano nel tempo il raggiungimento del valore di un euro. Infine lo stesso intervento dedicato alla copertura dei costi sostenuti dalle imprese olivicole, agrumicole e del settore ovicaprino per gli interessi sui mutui bancari non è proporzionale all’effettivo costo ma viene assegnato un identico ammontare, sminuendo di fatto – sostiene la Coldiretti – l’efficacia della misura.

“Facciamo appello al Parlamento affinchè nell’ambito della discussione in Aula per la conversione in legge vengano previste le necessarie modifiche e integrazioni in termini di risorse e contenuti”, ha concluso il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

 
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