Allevamento di suini riversa di notte liquami nel Po, strage di oltre 50 tonnellate di trote

In Piemonte: in poche ore i liquami stoccati nella vasca di rimessaggio provenienti da un allevamento intensivo di suini, si sono riversati in un canale e hanno raggiunto il fiume Po e fatalmente anche un impianto di allevamento ittico della zona, provocando la strage di oltre 50 tonnellate di trote.

“Siamo davvero dispiaciuti – spiega il responsabile – Giovedì sera come ogni fine giornata ho lasciato l’azienda verso le 19. Ero sicuro che la saracinesca della vasca fosse chiusa quando sono andato via, poi la mattina successiva ho trovato tutto aperto, non so se ci sia stata una dimenticanza di un operatore o se sia stato un atto doloso, sta di fatto che i liquami che erano contenuti nella vasca con una capienza fino a 5mila metri cubi, che però era semivuota visto che siamo nel periodo di semina, sono fuoriusciti finendo nel canale vicino che prosegue fino all’allevamento intensivo che contiene migliaia di piccole trote, a valle dell’azienda di circa un chilometro”. Le trote morte “per mancanza di ossigeno – come assicura il responsabile – erano tutte in una delle vasche della pescheria dove sono confluiti i liquami”.

Sul posto oltre ai carabinieri della stazione, che hanno proceduto con la denuncia per inquinamento ambientale, si sono recati anche i tecnici dell’Arpa. Due i sopralluoghi eseguiti, uno il giorno in cui è stato scoperto lo sversamento, un altro ieri mattina per valutare eventuali danni nel tempo. Dai verbali si parla di “uno sversamento di liquame zootecnico presso una delle vasche di stoccaggio che all’atto del sopralluogo si presentava vuota con il residuo fangoso” e di tracce nel canale di scolo, che non sono state rilevate invece lungo la bealera del Molino. Ieri mattina durante il sopralluogo i tecnici hanno constatato che “era ripristinata la pavimentazione di ghiahia lungo la strada e su parte dei campi circostanti. Le saracinesche erano dotate di lucchetti”, oltre a richiedere la pulizia nel canale di scolo.

“Ci siamo già attivati anche per ripulire dai liquami la strada di nostra proprietà e, oltre ai lucchetti, adotteremo ulteriori sistemi di sicurezza, come le telecamere per essere sicuri che una cosa così spiacevole non succeda nuovamente in futuro. Come azienda siamo sempre stati attenti all’ambiente e all’ecosostenibilità, tempo fa abbiamo allestito un impianto fotovoltaico di 500kw in sostituzione a delle coperture in eternit che abbiamo smaltito secondo la legge”. Nell’impianto ci fu un corto circuito che tre anni fa provocò un incendio nel capannone e la morte di quasi mille suini. “Ci siamo rialzati – conclude il responsabile – e proprio perché sappiamo quanto impegno richiede un’azienda agricola siamo dispiaciuti. Ma quanto accaduto non potevamo prevederlo e cercheremo di evitarlo in futuro”.


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