Arriva un nuovo attacco ai lupi dal Ministero dell’Interno

Non c’è alcun allarme lupo. A dirlo non è il WWF ma gli esperti del Large Carnivore Initiative for Europe della IUCN che hanno redatto i criteri scientifici per classificare gli eventuali lupi problematici: sulla base di questi criteri, nessuna delle situazioni finora registrate in Italia è motivo di allarme.

La notizia che il ministero dell’Interno avrebbe inviato ai prefetti di Trento e Bolzano e al presidente della Valle D’Aosta una comunicazione in cui si apre agli abbattimenti dei lupi, se confermata, sarebbe un attacco gratuito ed ingiustificato ad una specie fondamentale per la natura d’Italia.

Questa circolare sarebbe una scelta ancora più incomprensibile anche alla luce dell’annuncio del nuovo Piano Lupo, che non prevede gli abbattimenti tra le azioni di gestione e che sembra essere arrivato in dirittura d’arrivo.

Non vorremmo, quindi, che si trattasse dell’ennesima mossa propagandistica sulle “pelle del lupo”, visto che il numero di lupi e dei danni legati alla loro gestione in Trentino Alto Adige continua ad essere estremamente limitato (come riportato anche da più fonti giornalistiche 38 in Trentino e 13 in Alto Adige).

Le specie simbolo della natura e della biodiversità italiana non possono continuare ad essere esposte ai ricatti di quei poteri locali che non vogliono attuare misure di prevenzione opportune, in spregio anche alle migliaia di allevatori che ogni giorno faticano per rendere possibile una coabitazione pacifica e alla maggioranza degli italiani che si sono espressi per una tutela integrale del lupo.

Enpa, i lupi non sono una emergenza di ordine pubblico. “I lupi non rappresentano emergenza di ordine pubblico: nel 2018, dice Eurac Reserach, in Trentino ci sono state 65 predazioni, con 76.5000 euro di indennizzo. Sono invece un preziosissimo equilibratore biologico, perché con la loro attività predatoria mantengono in equilibrio le popolazioni degli altri selvatici. Dunque, non c’è nessuna emergenza, se non quella creata ad arte per guadagnare qualche voto in più alle prossime elezioni”. Lo dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, commentando la circolare del Ministero dell’Interno sui lupi. “Ci chiediamo quale valore potrebbe avere una circolare che sembra voler reintrodurre le uccisioni – aggiunge Rocchi -, dopo il lavoro tanto autorevole e di solide basi scientifiche portato a termine dal ministro dell’Ambiente con il nuovo Piano Lupo”. “Il ministro dell’Interno – prosegue Rocchi – dovrebbe spiegare quali criteri scientifici devono essere utilizzati per definire un lupo come “problematico” o “pericoloso”, visto che, tra l’altro, l’Italia non registra aggressioni da parte di lupi da almeno duecento anni. In pratica dalla morte di Napoleone Bonaparte.

Inoltre è doveroso sottolineare che proprio quei politici che invocano a gran voce lo sterminio del lupo, principale predatore del cinghiale, sono gli stessi che alimentano campagne allarmistiche contro i cinghiali”. “Se anche un solo esemplare dovesse essere ucciso – ha concluso Rocchi -, il nostro ufficio legale è pronto a intervenire con esposti e denunce”.



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