Libia, l’Ue chiede lo stop di tutte le operazioni militari: Salvini: “La Francia gioca alla guerra”

L’Ue trova una posizione comune sulla crisi in Libia, superando l’opposizione della Francia. Dopo un iniziale tira e molla, è passato un documento in cui si chiede lo stop a tutte le operazioni militari in Libia, sfumando il riferimento diretto al generale Khalifa Haftar, di cui Parigi è grande sponsor. Ma la linea dei francesi ha provocato la dura reazione di Matteo Salvini, che ha avvertito: “se giocano alla guerra, non starò a guardare”.

E anche Giuseppe Conte, alla Camera, ha ammesso che l’escalation militare è motivo di “grande preoccupazione” per l’Italia. Nel pieno dell’offensiva dell’uomo forte della Cirenaica per strappare Tripoli al premier Sarraj, si è consumato un nuovo strappo tra le diplomazie europee. Parigi durante il Vertice Ue aveva bloccato il testo iniziale della dichiarazione in cui si chiedeva ad Haftar di fermarsi, proprio per il riferimento diretto della condanna al generale.

L’insofferenza verso la partita libica dei francesi è condivisa nella maggioranza a Roma, ma c’è spazio per una polemica tra Lega e 5 Stelle. Da una parte i toni aggressivi di Salvini: “Se qualcuno per business gioca a fare la guerra, con me ha trovato il ministro sbagliato, non starò a guardare”. Dall’altra Di Maio che, pur associandosi alla richiesta di chiarimenti dalla Francia su Haftar, invoca calma all’alleato del Carroccio: “Sulla Libia non servono prove di forza o altro. È inutile che qualcuno faccia il duro o dica ‘ci penso io'”. Per concludere che “escludiamo ogni possibile intervento militare dell’Italia in Libia”.

Polemiche interne a parte, la posizione filo-Haftar della Francia (al fianco di Russia, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati) ha creato non poche frizioni proprio con l’Italia, l’altro grande attore in Libia schierato apertamente con il governo riconosciuto dall’Onu. Il premier Conte, riferendo alla Camera, non ha nominato mai Parigi ma ha rilevato che la crisi in corso è “frutto di debolezze strutturali del contesto locale ma anche di influenze esterne che non sempre sono andate nella direzione della stabilizzazione”.


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