L’imperatore Akihito lascia il trono

L’imperatore Akihito ha abdicato. E’ il primo monarca giapponese a compiere questo gesto negli ultimi due secoli. Il principe ereditario Naruhito ascenderà al trono mercoledì, dando il via ad una nuova era, Reiwa, la 248esima nella storia Imperiale, che significa ‘Ordine, Armonia e Pace’. Nel suo ultimo discorso, l’85enne ha augurato “al Giappone e al mondo pace e prosperità”. E si è detto “grato per il popolo che mi ha accettato come simbolo e mi ha sostenuto”.

La cerimonia è avvenuta secondo regole fissate dalla Costituzione e la funzione ‘Taiirei-Seiden-no-gi’ (il tradizionale rituale di abdicazione di sua maestà l’imperatore) si è svolta nella sala di Stato del palazzo imperiale, nel centro di Tokyo. L’imperatore Akihito, vestito con abiti tradizionali, ha comunicato il suo ritiro agli antenati, rinunciando al trono dopo un regno durato 30 anni. E’ la prima abdicazione del Giappone da quando l’imperatore Kokaku lasciò il trono nel 1817.

Per il Giappone, l’ascesa di Naruhito significa l’inizio di una nuova era e un mese prima della successione, il governo ha annunciato che si sarebbe chiamata “Reiwa”. La parola è composta da due caratteri kanji giapponesi – “rei” significa “ordine”, “comando” o “buono” mentre “wa” significa “armonia”.

Akihito divenne imperatore l’8 gennaio 1989 all’età di 55 anni, in seguito alla morte del padre, l’imperatore Hirohito, nel cui nome il Giappone combatté e perse la Seconda guerra mondiale. Nell’agosto 2016, in un raro videomessaggio, il sovrano aveva annunciato la sua intenzione di dimettersi, citando come motivazione il fatto che la sua età avanzata e la sua salute fragile avrebbero potuto impedirgli di adempiere ai suoi doveri ufficiali come simbolo dello stato. Poiché l’imperatore non ha alcun potere politico, non può decidere direttamente l’abdicazione. Così, nel giugno 2017, il parlamento giapponese aveva promulgato una legge speciale permettendogli di abdicare.

Durante il regno di Akihito, il Giappone ha subito diverse calamità naturali e il peggior disastro nucleare del mondo dall’incidente di Chernobyl nel 1986. Nel 1995, un terremoto di magnitudo 7,3 scosse la principale città occidentale di Kobe, causando la morte di oltre 6.400 persone. Nel 2011, il nord-est del Giappone è stato colpito da un terremoto di magnitudo 9 che ha causato uno tsunami, in cui sono morte circa 18.500 persone, e una tripla fusione alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

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