Tutti pazzi per il Pokè, insalata hawaiana con pesce crudo marinato

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Tutti pazzi per il Pokè – insalata hawaiana con pesce crudo marinato e tagliato a cubetti – piatto trendy, a basso contenuto calorico e soprattutto salutare.

Consentito in qualsiasi regime alimentare dietetico è, infatti, un piatto al contempo ben equilibrato grazie alle verdure presenti e alla scelta dei carboidrati meno sabotatori della linea. A differenza del sushi giapponese, inoltre, l’insalata hawaiana non prevede l’uso dello zucchero nella marinatura.

La sua diffusione nel mondo è iniziata un paio di anni fa partendo dalla West Coast americana per arrivare poi a Londa e Parigi e adesso da noi.

I punti di forza sono numerosi: si tratta di un piatto healty è ricco di gusto grazie alle marinature e ai condimenti utilizzati, è fresco, quindi perfetto per la stagione calda, e più economico del sushi. Inoltre contiene un numero ridotto di calorie, caratteristica che permette di gustarlo anche tutti i giorni senza sensi di colpa.

La tradizione vuole che il poke venga preparato con il tonno, ma oggi è abitudine anche servirlo con polpo, salmone e molluschi. Le combinazioni di ingredienti possono essere così varie che si è diffuso nei ristoranti e nei bar specializzati in questo piatto, il cosiddetto build-your-own-bowl, ovvero la possibilità per il cliente di creare il proprio poke salad scegliendo i propri ingredienti preferiti.

I gusti degli italiani raccontati in una ricerca Deliveroo che ha preso a campione gli ordini effettuati negli ultimi mesi a Roma, Milano, Firenze e Napoli.

Se a Milano e a Firenze il Pokè è stabilmente al primo posto negli ordini come sublimazione della “Sushi mania”, precedendo Hamburger e Pizza, Napoli sceglie l’Hamburger, resta fedele al sushi (al secondo posto), apprezza il Pokè (al terzo) e, incredibile a dirsi, mette la pizza solo al quarto posto.

I romani vanno sul classico e scelgono, nell’ordine, Hamburger, Pizza, Pokè, cucina italiana e Sushi. Eppure c’è un piatto che va fortissimo a Roma in zona Parlamento: il Thai Noodle wok, che ha come base i saporiti “spaghetti” orientali nati in Cina 4mila anni fa e realizzati con farina di riso, grano saraceno, fagiolo mungo, mais oppure alghe, saltati nel wok e conditi con  pesce, pollo o verdure. Si consumano nell’apposito “Noodle box” con le classiche bacchette, ma c’è chi nella tranquillità del suo ufficio si affida alla classica forchetta.

Nel quadrilatero della politica i dati di Deliveroo parlano chiaro: a pranzo un ordine su tre richiede le posate di plastica, rinunciando all’opzione ecologica “no posate” introdotta da Deliveroo nel 2018. Va meglio a cena quando nella stessa zona a chiedere le posate è un ordine su cinque, ma si suppone che molti siano ormai tornati a casa.

La zona del Parlamento, maglia nera assieme a Milano Centro, è in controtendenza con i dati nazionali, che vedono il 91% dei consumatori italiani scegliere l’opzione “no posate” sulla piattaforma Deliveroo.