Commerciante ucciso a Viterbo, 22enne statunitense confessa

Ha confessato il 22enne americano in carcere per l’omicidio di Norveo Fedeli, il commerciante di 74 anni ucciso all’interno del suo negozio di abbigliamento in centro a Viterbo.

Il giovane, che era regolarmente in Italia da circa due mesi, è stato incastrato dagli scontrini delle mancate transazioni, dai filmati della videosorveglianza e dai vestiti sporchi di sangue che aveva lasciato all’interno del negozio e nella sua camera. Fondamentale è stato il supporto di due carabinieri che lo hanno riconosciuto dopo averlo visto in strada il giorno prima dell’omicidio.

Michael Aaron era arrivato in Italia in aereo da un Paese dell’area Schengen. Il ventiduenne, che sarebbe un grafico pubblicitario e viveva in un bed and breakfast nel vicino comune di Capodimonte, era stato tre volte all’interno del negozio: la prima, il 30 aprile, aveva provato a pagare dei vestiti per qualche centinaia di euro con una carta di credito che è risultata scoperta. La seconda volta, il 2 maggio, è tornato, ma la carta è stata bloccata. Un episodio che potrebbe aver generato discussioni tra il titolare della jeanseria e il giovane, tanto che il commerciante ne aveva anche parlato con i propri familiari, ma senza denunciare il fatto alle forze dell’ordine. L’ultima volta, il 3 maggio, Aaron è tornato nel negozio: il giorno del massacro. In quella occasione, dopo una lite e una breve colluttazione, il commerciante – che ha tentato inutilmente di difendersi – è stato colpito ripetutamente alla testa con uno sgabello. Poco dopo è morto.

Il giovane ha ammesso le sue responsabilità nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip. Il 22enne, difeso dagli avvocati Remigio Sicilia e Lidia Ladi, ha anche chiesto perdono alla famiglia della vittima, alla città di Viterbo e ai suoi genitori. “Chiedo perdono – ha detto – per la sofferenza che ho creato”.



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