Lettera Ue, Mef: nessuna risposta dal Governo

Il ministero dell’Economia “smentisce nel modo più assoluto le notizie di stampa che anticiperebbero i contenuti della lettera che il ministro Tria si prepara ai nviare alla Commissione Ue. Tali contenuti non corrispondono alla realtà.

Come si potrà constatare quando si prenderà visione della lettera che sarà firmata dal ministro e inviata a Bruxelles”. Lo precisano fonti del Mef. Quanto anticipato, in base al documento che le agenzie di stampa “avevano potuto visionare” (e di cui il sito del Corriere della Sera pubblica anche una foto) riportava quanto segue: Il testo smentito “Dal lato della spesa, il governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022. Inoltre siamo convinti che una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con la Commissione europea, i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso”. Alla missiva, spiegavano le agenzie di stampa, viene allegato il rapporto sull’andamento del debito redatto dal Dipartimento del Tesoro. In un altro passaggio della lettera le nuove politiche di welfare vengono esplicitate come reddito di cittadinanza e quota 100.

“Colgo l’occasione – si legge nell’incipit – per ricapitolare la posizione del governo italiano in merito all’andamento del disavanzo e del debito nel 2018 alle nostre aspettative per l’anno in corso e ai programmi per il bilancio 2020-2022”. “Dal governo approccio prudente e responsabile sul debito” “Secondo le stime della Commissione il saldo strutturale dell’Italia nel 2018 è peggiorato, passando al -2,2% del Pil, dal -2,1% del 2017. Tuttavia, questa valutazione si basa sulla stima di crescita potenziale della Commissione. Secondo le previsioni di primavera della Commissione, nel 2018 l’output gap era pari a solo -0,1% del Pil, con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al 2017”, prosegue Tria nella sua lettera. “Nonostante le lievi modifiche apportate alla metodologia applicata al caso italiano -è scritto nella missiva- la quantificazione dell’output gap dell’Italia è ancora incoerente con le principali evidenze macroeconomiche (tasso di disoccupazione ancora elevato, assenza di pressioni inflazionistiche e una forte caduta del Pil rispetto ai livelli pre-crisi). Se la crescita potenziale stimata fosse più vicina al contenuto tasso di crescita del Pil reale registrato nel 2018 (0,9 per cento), l’aggiustamento di bilancio realizzato lo scorso anno verrebbe considerato prevalentemente strutturale e non ciclico”.

Anticipazioni che hanno subito sollevato la protesta del Movimento. Di Maio: “Serve un vertice per sistemare la risposta alla lettera Ue” “Non ho avuto ancora il piacere di leggere la lettera preparata dal ministro Tria all’Unione Europea, ma apprendo che prevede tagli alla spesa sociale, alla Sanità, a Quota 100, al Reddito di Cittadinanza. Ma stiamo scherzando? Lo dico chiaramente: al governo Monti non si torna. Basta austerità, basta tagli, di altre politiche lacrime e sangue non se ne parla. Non esiste! Magari e’ utile fare un vertice di maggioranza con la Lega insieme al presidente Conte e allo stesso Tria, così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!”. Lo scrive su Facebook il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio. M5s: tagli incomprensibili “Secondo le prime indiscrezioni, nella lettera da inviare alla Ue, che Tria e la Lega hanno scritto, sono previsti tagli allo stato sociale per il triennio 2020-2022. Questa scelta è incomprensibile e sono necessarie delle spiegazioni”. E’ quanto si legge sul Blog delle Stelle. “La linea che, d’accordo con la Lega, abbiamo seguito come governo e’ stata quella della lotta all’austerità. Posizione confermata dai risultati elettorali delle europee in cui è stato detto che è necessario fare la flat tax per i redditi bassi anche sforando il deficit”, si legge ancora. “Gli italiani si aspettano da questo governo lotta all’austerità europea e questo è quello che dobbiamo fare, non i tagli al welfare”, avvertono i 5 stelle.



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