Linee anti-demenza dell’Oms: movimento e peso sotto controllo

Ogni anno nel mondo ci sono 10 milioni di nuove diagnosi di demenza, con il numero totale che raggiungerà i 152 milioni nel 2050. Lo ricorda l’Oms, che ha appena pubblicato le prime linee guida con le indicazioni per prevenire l’insorgenza di questa malattia, che secondo gli esperti costa l’1,1% del Pil globale.

Le persone possono ridurre il rischio di demenza con l’esercizio regolare, affermano le linee guida, evitando il fumo e l’alcol, tenendo sotto controllo il peso, la pressione, il colesterolo e la glicemia, mentre non ci sono sufficienti evidenze che l’utilizzo di supplementi, come quelli di vitamine B ed E, possano avere un effetto. “Nei prossimi 30 anni il numero di persone con demenza potrebbe triplicare – afferma il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus -.

La malattia, ricorda il documento, è uno dei principali fattori di disabilità negli anziani, e il suo costo per la società potrebbe crescere fino a duemila miliardi di dollari l’anno nel 2030. «Si tratta di indicazioni consolidate che vengono da diverse ricerche – commenta Paolo Maria Rossini, ordinario di neurologia dell’Università Cattolica -. Ci sono studi che hanno dimostrato che agire su questi fattori di rischio sopra i 50 anni può ridurre il numero di nuovi casi del 20-30%, un risultato molto importante soprattutto visto che non ci sono ancora terapie. La strategia è ottimale se prevede anche una diagnosi precoce, in modo tale da individuare subito chi è ad alto rischio e agire subito con un controllo rigoroso di questi parametri, personalizzando gli interventi».

Dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre il rischio. Le evidenze scientifiche raccolte da queste linee guida confermano ciò che sospettavamo da qualche tempo, cioè che ciò che è buono per il cuore è buono anche per il cervello”.

Alla riduzione dei fattori di rischio, sottolinea l’Organizzazione, devono accompagnarsi altre aree d’azione, dal rafforzamento della raccolta dei dati agli interventi su diagnosi, trattamenti e assistenza al supporto delle persone con la malattia a una maggiore ricerca e innovazione sul tema. La malattia è uno dei principali fattori di disabilità negli anziani, e il suo costo per la società potrebbe crescere fino a duemila miliardi di dollari l’anno nel 2030.

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