Riforme: per 18enni arriva voto per il Senato

I diciottenni potranno votare anche per il Senato. E’ questo l’obiettivo della proposta di legge costituzionale presentata da Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera che inizierà l’esame del testo la prossima settimana. Un’esclusione “che non pare più giustificata”, secondo i promotori della legge, e comporta uno squilibrio tra gli elettorali delle due Camera. Alle ultime politiche del 4 marzo 2018 gli aventi diritto al voto alla Camera dei deputati sono stati 50.835.751, mentre per il Senato 46.725.900.

“Riconducendo il diritto di voto per il Senato della Repubblica alla maggiore età -si spiega nel testo- si intende, quindi, superare un’esclusione che non pare più giustificata e che risulta particolarmente ampia da quando, nel 1975, la maggiore età è stata portata dai ventuno ai diciotto anni. La differenza di elettorato attivo tra le due Camere ha comportato, per esempio, che nelle ultime elezioni politiche del 4 marzo 2018 gli aventi diritto al voto alla Camera dei deputati fossero 50.835.751, mentre per il Senato della Repubblica 46.725.900”.

Far scegliere ai più giovani anche la composizione del Senato può facilitare la loro attenzione dei giovani nei confronti della politica, senza discriminazione di età per l’elezione delle due Camere che, oggi più di ieri, non trova alcuna spiegazione razionale in un sistema bicamerale perfetto”. La legge consta di un’unico articolo: “Art. 1. 1. All’articolo 58 della Costituzione, primo comma, sopprimere le parole: ‘dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età'”.

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