Rixi condannato a tre anni e cinque mesi

La seconda sezione del tribunale di Genova, presieduta dal giudice Giuseppe Dagnino ha condannato a 3 anni e 5 mesi in primo grado il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, nell’ambito del processo noto come “Spese pazze” in Regione Liguria. Il pm Francesco Pinto aveva chiesto 3 anni e 4 mesi per peculato e falso. Rixi non era in aula, a rappresentarlo il suo avvocato Maurizio Barabino.

Rixi deve rispondere di cinque capi di imputazione, due dei quali in concorso con gli ex consiglieri regionali Francesco Bruzzone (oggi senatore della Lega) e Renato Torterolo. Quest’ ultimo ha patteggiato la condanna a due anni. Secondo la procura il viceministro, che all’epoca era capogruppo della Lega in Regione, avrebbe approvato i rendiconti delle spese senza verificare se fossero attinenti al ruolo di consigliere. Tra le spese contestate anche rimborsi di viaggi sostenuti da collaboratori ma le cui pezze giustificative erano a nome dei consiglieri.

Sul futuro di Rixi potrebbero accendersi nuove tensioni tra Lega e 5 Stelle. Nei giorni scorsi il leader leghista Matteo Salvini ha dichiarato che in caso di condanna Rixi “non si deve dimettere e non si dimetterà”, ma dopo il caso Siri il vicepremier potrebbe non avere l’interesse ad alzare barricate nel caso in cui i 5 Stelle dovessero assumere una posizione inflessibile su ciò che prevede il contratto di governo M5S-Lega (“dell’esecutivo non possono fare parte condannati, anche in primo grado, per il reato di peculato”).

“Che Rixi, se condannato, si debba dimettere non lo dice solo il contratto ma la morale comune. Io non posso pensare che Salvini, dopo aver vinto le elezioni, possa mandare tutto a carte quarantotto con la lettera Ue, una manovra complicata, per difendere un condannato”, ha detto Alessandro Di Battista al termine dell’assemblea M5S.

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