Torino, maestra arrestata per maltrattamenti sui bambini

356

Una maestra della Leone Senigaglia di corso Sebastopoli 258 a Torino, Laura Prunotto, è stata messa agli arresti domiciliari per maltrattamenti sui bambini. A eseguire il provvedimento è stata la polizia municipale. La donna, di 45 anni, secondo le indagini intimava ai piccoli alunni di non riferire nulla a casa prospettando «gravi conseguenze»

Secondo gli investigatori, coordinati dal pm Giulia Rizzo, i maltrattamenti sarebbero andati avanti anni. Le indagini sono andate avanti tra l’autunno e l’inverno scorso con l’audizione protetta dei bambini e dei loro genitori. Questi ultimi avrebbero raccontato le gravi conseguenze dovute ai maltrattamenti: i bambini non riuscivano più a dormire da soli, avevano ripetuti incubi e spesso si rifiutavano di andare a scuola, piangendo, nei giorni e nelle ore di presenza della maestra Prunotto. Alcuni bambini avrebbero accusato disturbi di incontinenza notturna. Altri, a causa del divieto di potersi recare in bagno, imposto dalla maestra, non potevano contenersi, rimanendo bagnati per molto tempo e, in un’occasione, sarebbero stati obbligati a pulire sommariamente con carta igienica i residui sul pavimento della classe, piangendo disperatamente per l’umiliazione subita.

La procura sta vagliando anche la posizione di chi, sapendo, ha comunque tollerato questi comportamenti e ha omesso di intervenire segnalando la cosa all’autorità giudiziaria e all’Ufficio scolastico regionale. Sembrerebbe che i medesimi comportamenti fossero già stati tenuti in precedenza, dalla maestra, in diverse scuola e pertanto, se i genitori sono a conoscenza di fatti pregressi, la polizia municipale chiede di contattare il Reparto di polizia di prossimità allo 011.01134300 o la procura della Repubblica.

Secondo le testimonianze acquisite, infatti, almeno uno dei dirigenti avrebbe raccolto le lamentele di alcuni genitori. Ora si cerca di capire se il caso sia stato sottovalutato o se i comportamenti della maestra Prunotto siano stati tollerati, anche se le dirigenze scolastiche sono comunque obbligate a riferire sia all’autorità giudiziaria sia all’Ufficio regionale scolastico episodi di questo tipo.

Anche perché nell’anno scolastico 2013/2014 la maestra era già stata segnalata in un’altra scuola torinese dove era stata raggiunta da un provvedimento disciplinare. I fatti della nuova indagine riguardano invece almeno nove bambini di cui sono state raccolte le testimonianze.

la Stampa