Bambina pianta un fiore letale nell’orto della scuola elementare e riscia di morire

Aconito pianta bella ma… velenosa. Un bellissimo fiore estivo, lo si trova facilmente nei prati in montagna, viene voglia di raccoglierlo per farne un bel mazzolino… ma attenzione è tossico anche solo a toccarlo!.

Di certo non poteva saperlo la piccola giardiniera di terza elementare che l’aveva piantata nell’orticello didattico della scuola in Svizzera proprio di fianco alle erbe aromatiche, a timo e basilico. Chiunque, in qualsiasi momento, avrebbe potuto strapparla ed entrare in contatto con l’aconitina: tossina particolarmente potente in grado di causare l’arresto cardiaco già con pochi milligrammi.

Ad accorgersi del pericolo la madre della scolara che ha subito avvisato chi di dovere. «La pianta è stata subito rimossa come hanno confermano le autorità. La speranza che ha Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che questa storia che poteva concludersi in tragedia sia resa nota il più possibile, così da aumentare l’allerta su questi temi, ed è per questo che ne parliamo. La prudenza nella scelta e nella raccolta di alcune categorie di prodotti spontanei come anche i fiori non è mai troppa. Godiamoci queste belle giornate di sole, ma prima di raccogliere qualcosa in giro, e soprattutto prima di mangiarlo, pensiamoci due volte.

AVVELENAMENTO DA ACONICO

L’intossicazione è molto rapida, dopo un periodo di latenza compreso tra 10 e 90 minuti dall’ingestione alla comparsa dei primi sintomi, il paziente sviluppa una combinazione di affezioni a carico dell’apparato cardiovascolare: palpitazioni, difficoltà di respiro, ipotensione, bradicardia, tachicardia, aritmia ventricolare, edema polmonare; gastrointestinale: nausea, dolore addominale, diarrea; oltre a disturbi sensoriali e motori, tipici dell’avvelenamento da aconitina.

I sintomi iniziano con un’immediata comparsa di prurito e formicolio che dalla bocca si estende a tutto il volto e poi dalla punta delle dita progredisce lungo gli arti con tendenza ad estendersi a tutto il corpo fino alla completa anestesia. Procede con l’ottundimento della sensibilità degli organi di senso, in particolare vista e udito, poi compaiono sintomi di difficoltà respiratoria, bradicardia, polso debole, ipotensione. Il paziente percepisce prima calore diffuso, poi intenso calore interno e poi subentra la febbre elevata, secchezza cutanea e mucosa: di rado compare una sudorazione calda e profusa, che in genere rappresenta il superamento della crisi. La pelle può ricoprirsi di un’eruzione accompagnata da forte prurito. Polso e respirazione accelerano e il paziente viene pervaso da grande agitazione psico-motoria.

Secondariamente, entro 2-6 ore, seguono sensazione di freddo, la temperatura del corpo si abbassa, sudorazione appiccicosa, dilatazione delle pupille, aumento della salivazione, nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, disturbi del ritmo cardiaco, il polso flebile; il paziente si immobilizza per diffuse paralisi dei muscoli scheletrici, poi viene scosso da convulsioni tetaniche parziali accompagnate da grande debolezza muscolare e depressione respiratoria; infine si verifica la morte per paralisi respiratoria.

La coscienza permane lucida fino agli ultimi istanti.

L’avvelenamento può essere molto pericoloso e portare alla morte specialmente con l’uso di radici. Data la velocità della comparsa dei sintomi, in certi casi appena 10 minuti, è stato ipotizzato che l’aconitina e gli altri alcaloidi dell’aconito possano essere rapidamente assorbiti nel primo tratto gastrointestinale.

Fenomeni di irritazione e intossicazione lievi possono verificarsi anche al solo contatto con la pianta poichè i principi attivi possono essere assorbiti anche attraverso la pelle. L’assorbimento cutaneo si può verificare anche semplicemente tenendo in mano per qualche tempo delle piante di aconito.

Casi di avvelenamento del bestiame sono stati riportati anche dalla medicina veterinaria sebbene generalmente gli animali imparano a selezionare ed evitare di brucare le piante tossiche.

Cura dell’avvelenamento
Nel caso in cui il paziente non abbia assunto una dose letale di preparati a base di aconito e se il personale sanitario riconosce prontamente la causa dell’avvelenamento, le probabilità di guarigione sono molto elevate.

Per dosi molto elevate la morte può essere quasi istantanea. Un importante elemento diagnostico è il caratteristico formicolio che può essere esteso a tutta la superficie corporea. Nella terapia sintomatica i pazienti ricevono trattamenti di supporto specifici per i diversi sintomi.



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