Cambiamenti climatici, stambecchi a rischio estinzione

I problemi causati dal riscaldamento globale sono ormai tristemente noti. A rimetterci non è solo l’ambiente, con i ghiacciai che si ritirano ad una velocità spaventosa, anche gli stambecchi delle Alpi non tollerano il clima sempre più torrido degli ultimi anni e il loro futuro, secondo una ricerca pubblicata su Scientific Reports, è a rischio. Infatti per trovare temperature più adatte a loro, dovranno salire sempre più in quota. Qui il cibo scarseggerà e il loro territorio potrebbe essere ridotto a un terzo di quello attuale.

Oggetto dello studio sono stati gli stambecchi del Parco nazionale del Gran Paradiso in Valsavarenche, in Valle d’Aosta. Qui gli scienziati hanno monitorato i comportamenti e gli spostamenti degli animali e combinando questi dati con quelli forniti dai climatologi, i ricercatori hanno prospettato un futuro poco roseo per gli stambecchi di montagna.

“Rispetto al camoscio che condivide con lui le vette alpine, lo stambecco non tollera climi caldi – dichiara la biologa Francesca Brivio a La Stampa. – Tra le varie caratteristiche in questo senso, c’è il fatto che non ha ghiandole sudoripare”.

Le vette delle montagne potrebbero così popolarsi di diverse specie animali, tutte alla ricerca di temperature più fresche, ma lo spazio per vivere e cibarsi potrebbe non bastare per tutti.

In Lombardia nell’ ultimo decennio si sono estinti 30 ghiacciai, tra quelli più piccoli, più esposti a sud e ad altitudini minori, ma anche i ghiacciai più grandi e meglio esposti non sfuggono alla tendenza generale, in quanto dal 2003 sono tutti in drastica diminuzione di superifice e spessore. Nell’Italia centrale una prima vittima illustre è il ghiacciaio del Calderone, a 2800 metri di quota sul Gran Sasso d’Italia, che si sta lentamente sciogliendo ed oggi si considera glaciologicamente morto.

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