Colpo di calore: sintomi e cosa fare

L’organismo umano è dotato di un complesso sistema di termoregolazione che permette entro certi limiti l’adattamento alle variazioni della temperatura ambientale. Il processo di acclimatazione richiede tuttavia un certo periodo di tempo per realizzarsi (da pochi giorni ad alcune settimane).

Il colpo di calore si determina per l’inefficienza dei meccanismi della termoregolazione, a cui segue una produzione di calore che eccede quello disperso. In altre parole si tratta di un disturbo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione, a cui l’organismo non riesce ad adattarsi. Può manifestarsi anche in un ambiente chiuso oppure in un luogo dove non batte direttamente il sole.

I sintomi più comuni sono: alta temperatura corporea (41-43°C)
pelle calda e secca al tatto (la sudorazione è assente nel 50 per cento dei casi); vertigini, mal di testa, agitazione, aggressività, allucinazioni che possono precedere la perdita di coscienza.

Cosa fare

L’applicazione di ghiaccio e l’immersione completa del corpo in acqua fredda sono tra gli interventi più semplici ed efficaci per aiutare chi viene colpito da un colpo di calore. In attesa dei soccorsi si possono adottare ulteriori provvedimenti come sfregare la cute con alcol, ventilare il soggetto con un panno, tamponarlo con un asciugamano imbevuto di acqua fredda e riporlo in un luogo fresco ed ombroso. Tutti i trattamenti in grado di abbassare la temperatura corporea possono essere utili.



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