Diabete 2, meno morte cardiovascolare, infarto miocardico e ictus  con il dulaglutide

Sono milioni le persone affette da diabete di tipo 2 ad alto rischio di malattie cardiovascolari. Da oggi per loro c’è un nuovo farmaco il dulaglutide 1,5 mg a somministrazione settimanale che può ridurre in maniera significativa eventi cardiovascolari.

E’ quanto emerge, dallo studio REWIND (Researching cardiovascular Events with a Weekly Incretin in Diabetes), condotto su quasi 10 mila pazienti affetti da diabete di tipo 2 provenienti da 24 paesi e fa il punto su questi rischi, dimostra che dulaglutide, principio attivo di ultima generazione di Eli Lilly, agonista del recettore del GLP1 (Glucagon like peptide-1), ampiamente utilizzato anche in Italia nel trattamento del diabete, presentato oggi a San Francisco al 79° congresso dell’American Diabetes Association e contemporaneamente pubblicati sulla rivista The Lancet, è in grado rispetto al placebo di ridurre in maniera significativa eventi cardiovascolari, quali morte cardiovascolare, infarto miocardico e ictus non fatali, in un’ampia popolazione di pazienti di cui la maggior parte non presentava malattia cardiovascolare accertata.

Secondo quanto spiega Francesco Giorgino, professore ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche all’Università Aldo Moro di Bari: “Lo studio Rewind  multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, per la prima volta dimostra l’efficacia protettiva di dulaglutide in mono-somministrazione settimanale rispetto al placebo, entrambi in associazione alla terapia standard, nei confronti di un primo evento cardiovascolare in pazienti diabetici con malattia cardiovascolare subclinica o fattori di rischio, confermando allo stesso tempo l’azione preventiva di eventi futuri in pazienti diabetici con pregresse malattie cardiovascolari”.

Col dulaglutide precisa Giorgino: “L’elemento di assoluta novità è l’identica riduzione del rischio cardiovascolare, pari al 12%, nei pazienti con e senza malattia cardiovascolare conclamata. In un prossimo futuro un farmaco come dulaglutide, ugualmente efficace nel prevenire gli eventi cardiovascolari anche in prevenzione primaria, potrebbe essere raccomandato a tutti i diabetici con rischio cardiovascolare ma senza un evento pregresso”.

Infine, secondo quanto spiega Enzo Bonora, professore ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche all’Università di Verona : “Il 20-25% dei pazienti diabetici ha già una patologia cardiovascolare e sarebbe perciò candidabile alla terapia con dulaglutide, tuttavia oggi solo il 4% dei diabetici italiani è in cura con agonisti di GLP-1  I nuovi dati ci dicono che dulaglutide, un farmaco con un elevato profilo di efficacia metabolica, sicurezza e tollerabilità dimostrato da numerosi studi clinici e da anni di utilizzo in pratica clinica, può aiutare i medici e i pazienti a gestire meglio la glicemia e a prevenire il rischio cardiovascolare in un’ampia quota di pazienti con diabete di tipo 2: l’obiettivo, ora, è metterlo a disposizione del gran numero di pazienti che potrebbero giovarsene. Ogni anno in Italia 50.000 diabetici vanno incontro a un infarto, altri 50.000 a un ictus: utilizzando dulaglutide in tutti coloro che ne avrebbero bisogno potremmo risparmiare oltre 13.000 eventi cardiovascolari l’anno”.


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