Oggi è la Giornata dell’Ambiente, dedicata all’inquinamento atmosferico

Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Questa ricorrenza è stata istituita nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ogni anno l’ONU sceglie un tema specifico particolarmente urgente per la salvaguardia del pianeta e un paese ospitante. Quest’anno la tematica proposta è la lotta all’inquinamento atmosferico mentre il paese ospitante sarà la Cina.

Alcuni numeri sull’Inquinamento Atmosferico

Secondo  UN Environment, il 92% delle persone in tutto il mondo non respira aria pulita e l’inquinamento atmosferico costa all’economia globale $ 5 trilioni ogni anno in costi di welfare. Circa 7 milioni di persone in tutto il mondo muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico di cui circa 4 milioni di questi decessi si verificano nell’Asia-Pacifico. La Giornata mondiale dell’ambiente 2019 ha lo scopo di sensibilizzare i governi, il settore privato e le comunità a unirsi per esplorare le possibilità offerte dalle energie rinnovabili e le tecnologie verdi per migliorare la qualità dell’aria nelle città e nelle regioni di tutto il mondo.

La Cina, il paese ospitante, nell’ultimo decennio è diventata la realtà più importante nel crescente settore dell’energia verde sebbene sia, però, uno dei Paesi del mondo maggiormente interessato dal problema dell’inquinamento atmosferico. Le politiche ambientali cinesi negli ultimi anni hanno assunto maggiore incisività: basti pensare che in Cina si trova oggi la metà dei veicoli e il 99% degli autobus elettrici del mondo.

Il nuovo pressing della scienza sulla politica, sollecitata a mettere in campo interventi urgenti contro i cambiamenti climatici, soprattutto per tutelare la salute degli europei. L’appello arriva dagli scienziati di 27 accademie degli Stati Ue più Norvegia e Svizzera che, forti di numerosi studi indipendenti, confermano i rischi di un aumento di malattie e di morti premature a causa degli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento dell’aria.

Il rapporto del Consiglio delle Accademie europee delle scienze (Easac) da un lato evidenzia una “gamma allarmante” di rischi per la salute e da un altro i benefici anche economici che si hanno dalla “rapida eliminazione dei combustibili fossili”, cioè dalla decarbonizzazione dell’economia.

Con le emissioni di gas serra attuali, ricordano gli accademici, è previsto per la fine del secolo un aumento della temperatura media globale di oltre 3 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali. Questo espone la popolazione mondiale a cambiamenti climatici senza precedenti (temperature elevate, inondazioni e siccità, inquinamento) con aumento di malattie e di mortalità prematura. Si rischia anche l’indebolimento della sicurezza alimentare e nutrizionale, aumento dell’incidenza e modifica della distribuzione di alcune malattie infettive (tra cui quelle trasmesse da zanzare, alimentari e trasmesse dall’acqua); un rischio crescente di migrazione forzata. Quindi l’Europa ha responsabilità nell’affrontare i problemi anche al di fuori della propria area.

Fra i suggerimenti gli scienziati promuovono diete più sane e più sostenibili con un maggiore consumo di frutta, verdura e legumi e un ridotto consumo di carne rossa che ridurrà il peso delle malattie non trasmissibili e le emissioni di gas serra.



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