Partita questa mattina la Goletta dei laghi di Legambiente

È partita questa mattina la Goletta dei laghi di Legambiente, che ogni estate monitora la salute dei bacini lacustri italiani e dei loro ecosistemi. Con questa edizione, realizzata con il contributo di Conou e Novamont, prendono il via anche tre novità: l’analisi della presenza di microplastiche fino a 70 metri di profondità grazie alla collaborazione con ENEA, la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l’ecosistema e per l’uomo – grazie alla collaborazione con l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA-Cnr) e il primo monitoraggio di un fiume alla ricerca delle microplastiche, l’Isonzo in Friuli Venezia Giulia e nel suo tratto sloveno dove il suo nome è Soça.

La Goletta dei laghi, come è solita fare da un decennio, rileverà le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi, come purtroppo ben dimostrano i dati, presentati oggi, del monitoraggio delle microplastiche raccolte durante la scorsa edizione.

“Sempre di più i laghi italiani rappresentano un’importantissima risorsa naturale e ambientale in Italia, anche alla luce dei cambiamenti climatici e degli effetti sulle risorse idriche, ma sono ancora tante le criticità che rileviamo con la Goletta dei laghi – dichiara il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti -. Sul fronte della depurazione, soprattutto, la situazione fatica a migliorare, come ci ricorda anche l’ultimo deferimento alla Corte di Giustizia europea per il mancato adeguamento alle norme sui sistemi di trattamento delle acque di scarico: continuiamo, infatti, a scaricare in mare, nei laghi e nei fiumi circa il 25% delle acque di fognatura, non opportunamente depurate.

Ma non solo. Con la prima indagine portata avanti da Legambiente sulle microplastiche nelle acque interne, dove, al contrario dell’ambiente marino costiero, i monitoraggi sono praticamente assenti, in questi anni abbiamo rilevato e denunciato anche quest’altro tipo di inquinamento. La nostra azione di citizen science continua quindi anche in questa edizione con l’obiettivo prioritario di individuare i problemi, approfondirne le cause e trovare le soluzioni da mettere in campo”.



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