Pedofilia, chiesti 5 mln alla diocesi Savona

5 milioni di euro, è il risarcimento danni chiesto alla diocesi di Savona per cinque casi di pedofilia. A 7 anni dalla condanna di don Nello Giraudo, l’associazione Rete l’Abuso ha depositato in tribunale due delle cinque citazioni. Tre dei 5 minori erano stati tolti alle famiglie dai servizi sociali e affidati a don Giraudo.

La curia, che ha cambiato guida, non commenta. La causa parte da un concetto che fu messo in evidenza dal Gip Fiorenza Giorgi rispetto alla mancata denuncia e tutela delle vittime, da parte dei vescovi, che erano a conoscenza degli abusi sui minori. Nel provvedimento di archiviazione per sopraggiunta prescrizione nei confronti dell’ex vescovo Lafranconi, il giudice aveva scritto che era emersa “con chiarezza come la sola preoccupazione dei vertici della Curia fosse quella di salvaguardare l’immagine della diocesi più che la salute fisica e psichica dei minori”.

La Cassazione, pur confermando le pesanti accuse nei confronti di don Vincenzo Calà Improtta, per soli 9 giorni, è costretta ad archiviare, in quanto intervenuti i termini di prescrizione.

Don Calà accusato di violenza sessuale ai danni di un  giovane, all’epoca minorenne, dal 2005 al 2007, era già stato condannato in primo grado a quattro anni, pena poi ridotta a tre durante l’appello, oggi “miracolato” grazie alla prescrizione. Tuttavia per lui resta aperta la sede civile alla quale rimanda anche la Cassazione, che conferma in tutti i punti, i reati imputati a don Calà.

Parole da cui oggi il presidente di Rete L’abuso, Francesco Zanardi, una delle vittime, riparte per la causa civile.



Altre Notizie